Libri a Colacione 28 aprile 2018

Libri a Colacione 28 aprile 2018

Tornano i Libri a Colacione, la rubrica dei libri di Tutto Esaurito su Radio 105! Ecco i BookBlister consigli della settimana: Come non scrivere di Claudio Giunta e Salvare le ossa di Jesmyn Ward.


Vuoi ascoltare la puntata? Ecco il podcast!


COME NON SCRIVERE
di Claudio Giunta, Utet, pagine 328, anche in ebook

COME NON SCRIVERE di Claudio Giunta, Utet, pagine 328, anche in ebook

Chat, post, mail… con la tecnologia il nostro rapporto con la scrittura è diventato quotidiano e necessario. Per non parlare chi comunica, per lavoro e chi, per lavoro, scrive. Nel gruppo ci metto – ovvio – anche gli aspiranti scrittori. Tutti hanno la necessità di usare le parole con cura, per trasmettere con efficacia il proprio pensiero.

Non basterebbe leggere tanto per imparare a scrivere meglio? Certo, ma i buoni libri hanno solo un difetto: mascherano la fatica di cui sono fatti; perché una prosa efficace, un dialogo ben scritto spesso sembrano “semplici”. I brutti libri, al contrario, possono essere molti utili per vedere che cosa non si dovrebbero fare e come non si dovrebbe scrivere.

Per risparmiarvi la fatica di una pessima lettura vi consiglio questo manuale di “non cattiva scrittura” do Claudio Giunta che, ben sapendo quanto sia complesso insegnare a scrivere bene, parte dal “male”, cioè si concentra sulle cose che non andrebbero fatte.

Tanto per cominciare imparate a memoria tre leggi fondamentali che dovrebbero guidare il nostro scrivere.

  1. La legge di Borg: quando si scrive bisogna impegnarsi.
  2. La legge di Silvio Dante: chi parla o scrive per farsi capire, deve parlare e scrivere chiaro.
  3. Legge di Catone: se conosci la cosa di cui vuoi scrivere, le parole verranno da sole. Cioè non si può parlare di ciò che non si conosce.

Dall’importanza della lettura e del saper trattenere ciò che si è letto, a come si imposta un testo leggibile e arioso, passando per l’antilingua (e i danni della scrittura “elegante” che impariamo a scuola), il testo raccoglie consigli utili per sbloccare la scrittura, organizzare il pensiero e spolverare un po’ di sintassi e regole per una punteggiatura efficace. Senza dimenticare le brutture (frasi fatte, cliché e semplici scemenze) da evitare a ogni costo.

L’obiettivo non è soltanto scrivere meglio ma sradicare la pessima credenza che la buona scrittura sia inutilmente complicata e artificiosa: la scrittura deve essere limpida e fruibile, prima di tutto.

SALVARE LE OSSA
di Jesmyn Ward, traduzione di Monica Pareschi, NN Editore, pagine 313

SALVARE LE OSSA di Jesmyn Ward, traduzione di Monica Pareschi, NN Editore

Portano i nomi di donna, gli uragani, e seminano morte e devastazione. Katrina è arrivato nel 2005, era agosto. Ed è proprio in questo periodo che è ambientato il libro, nei dieci giorni che precedono il cataclisma e nei due che seguono la devastazione.

Siamo a Bois Sauvage, in un infuocato Mississippi. E chi vive in terra di uragani c’è abituato – sempre che ci si possa abituare alla violenza della natura – controlla il meteo nell’attesa di scoprire quale sarà la traiettoria della tempesta.

Ma Claude Batiste, il papà di Esch la protagonista, non ha neppure bisogno di leggerle le previsioni. Lui che ha affrontato Camille nel ’69 lo percepisce, il pericolo è imminente.

Katrina è la madre che ricorderemo finché non arriverà un’altra madre dalle grandi mani spietate, sanguinaria.

Nel frattempo, la quattordicenne Esch e i suoi fratelli continuano la propria vita. C’è chi sogna un futuro nella squadra di basket, chi si prende cura del proprio cane, chi cerca di star dietro alla ciurma… Ma per questa giovane ragazza la quotidianità cambierà presto: scoprirà che lei stessa sta cambiando e dovrà convivere con un segreto che non si può nascondere a lungo.

Un segreto che non sa con chi condividere in questa comunità tutta al maschile (tranne la bianca China, il pitbull), senza più una madre a far da guida, Esch legge Medea (e non è un caso che si tratti di una tragedia greca) e sogna di un ragazzo che in realtà ha un’altra e pensa solo a sé.

Siamo rimasti nel solaio scoperchiato finché non ci è venuto freddo, e il vento non ci ha congelato. Allora ci siamo stretti l’uno all’altro, cercando di trarre un po’ di calore da quell’abbraccio, ma non ci siamo riusciti. Eravamo anche noi un mucchio di rami bagnati e gelidi, macerie umane in mezzo a ciò che restava di tutto quanto.

Salvare le ossa è scritto con una lingua viva e muscolosa che vive di contrasti, mischia suoni e colori, talvolta vola alto ma altrettanto spesso si fa ruvida e colloquiale, una lingua perfetta per raccontare di vita e di morte, degli istinti che ci guidano, di maternità sofferta, di una natura incontenibile.

E la storia dei Batiste che, dall’altra parte del mondo, vivono una situazione eccezionale sa essere universale tanto da farci sentire parte di questa famiglia, anche noi travolti dalla devastazione ma sorretti dalla forza dei legami che, nella tempesta, sanno farsi più saldi.

Ti sei innamorato di un libro? Condividilo e raccontami perché è speciale e diventerà il prossimo BookBlister consiglio della settimana! Manda una mail a info@bookblister.com

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