The Glass Castle – Jeannette Walls
Autore: Jeannette Walls
Traduzione di Irene Annoni
Casa editrice: Piemme
234 pagine
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The Glass Castle – Jeannette Walls

Jeannette è a bordo di una automobile guidata dal suo autista. A un certo punto, fuori dal finestrino, vede una donna frugare nei rifiuti. Solo che questa non è una donna qualsiasi, è sua madre. E anche se la cosa lascia di sasso, il lettore resta ancor di più a bocca aperta quando la protagonista chiede all’autista di girare la macchina e tornare a casa.

Jeannette  in realtà non può fare nulla per la madre, perché i suoi genitori hanno deciso di vivere per strada, di espedienti e hanno rifiutato qualsiasi offerta di aiuto. E lo sa bene Jeanette perché è proprio per questo motivo che, quando aveva solo 17 anni, li ha lasciati per andare a vivere a New York.

Ed ecco che si apre una finestra sul passato della protagonista e scopriamo l’infanzia di Jeannette. In questa storia ci sono una madre e un padre decisamente sui generis. Due persone che paiono fare sempre e solo ciò che vogliono, due egoisti, capaci di slanci e affetto ma incapaci di costruire una vita, delle sicurezze. Una routine.

Una madre, Rose Mary, che vuole fare l’artista e pare più una bambina capricciosa che una mamma, Rex, un padre inventore incapace di tenersi un lavoro, sempre senza un soldo, uno smodato, un affabulatore tanto folle quanto geniale che sogna di trovare l’oro e costruire così un castello di vetro nel deserto.

Due nomadi che costringono al vagabondaggio i propri figli – Lori, Brian, Maureen e la protagonista –, li abituano alla sregolatezza e a fuggire dai creditori, la “Gestapo” così li chiama il papà, li educano alla vita, con la vita, tra incidenti, lezioni di letteratura e fisica, incendi e altre follie.

Jeannette Walls è una giornalista e questa è la sua storia. Una storia di sopravvivenza, di forza e di cuore.

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