I colori dell’incendio – Pierre Lemaitre
Autore: Pierre Lemaitre
Traduzione di Elena Cappellini
Casa editrice: Mondadori
498 pagine
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I colori dell’incendio – Pierre Lemaitre

Fu un momento molto complesso quello che seguì la Prima guerra mondiale. Perché la ricostruzione, la luce, che tutti aspettavano non tardò, quella luce non arrivò proprio… fu una decostruzione potente, un cambiamento che fece sentire tutti precari, più poveri, più soli.

E in questo clima buio – siamo in Francia, nel 1927 – è ambientata questa storia che si apre con un lutto. È morto Marcel Péricourt, un banchiere, un uomo di potere che il potere lo possedeva davvero e sapeva amministrarlo. A chi va la sua immensa fortuna? A Madeleine, sua figlia.

Se il funerale di Marcel Péricourt non andò come previsto e si conclude in modo decisamente caotico, almeno iniziò in orario.

Se sei una donna, nel 1927, non puoi votare, nessuno ti insegna cose come l’economia e la politica, e gli affari. Nessuno si aspetta che tu li conosca, perché non sono faccende da donna, queste. A conti fatti, il lavoro di una donna è trovarsi un uomo degno, qualcuno che si occupi di lei e faccia anche i suoi interessi.

Ma Madeleine ha 36 anni, è divorziata – il marito è finito in galera per una truffa – ha un figlio, gracile e balbuziente, e nessuna intenzione di risposarsi. Come gestire l’immenso patrimonio del padre?

Difficile fare le scelte giuste (soprattutto se devi anche fare i conti con una terribile tragedia…), perché se hai potere ma non possiedi gli strumenti per gestirlo, sei destinato a fallire. Ed è così che accade a Madeleine che, oltre a tutto, deve vedersela con una stuolo di arraffoni ingordi. Perché è molto crudele Pierre Lemaitre: dà il potere a un morto, lo toglie ai vivi che al massimo possono godere di qualche riflesso di questo potere e per la donna che lo riceve pare una condanna.

A Madeleine però il destino non riserva solo lo sfacelo perché questa è una storia di vendetta e risalite. Una storia di resilienza e vendetta produttiva perché nata dal desiderio di chi è schiacciato e impotente di cambiare le cose, prima tra tutte, la propria vita.

Una storia che mostra con chiarezza quanto il potere possa annientare chi non lo ha perché la brama non soddisfatta brucia, chi lo possiede ma non ha gli strumenti per gestirlo, chi lo perde… vincono quelli che sono partiti con niente, gli underdog su cui nessuno punta. E senza il peso delle pressioni, ecco che prendono il volo.

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