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Antonia Pozzi – Desiderio di cose leggere

Antonia Pozzi per “DiVersi, solo le cose inutili sono poetiche” di Elisabetta Bucciarelli che oggi ci ricorda che più c’è pudore più il corpo esibisce (ma arrossire è bello!).

Antonia Pozzi - Desiderio di cose leggere - Salani
Autore: Antonia Pozzi
Casa editrice: Salani
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Pudore

 Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.

Sembra strano ma anche nel 2018 esiste una forma di imbarazzo a esibire la propria interiorità. Non solo, addirittura ritegno, vergogna.

Pudore è una parola molto bella. È abbassare leggermente gli occhi, schivare lo sguardo diretto. Stropicciarsi le mani una con l’altra. È trattenersi a volte nascondersi. Non esibirsi, oppure farlo ma con una discreta difficoltà. È non dire mai alcune parole, non parlare di sé, non proporsi continuamente.

Pudore è spesso arrossire. Quando sei così evidente, devi imparare a controllare le fiamme che ti invadono il viso, lo fai con un esercizio costante e continuo, distogliendo il pensiero, esercitando una forma di autocontrollo che arriva a essere quasi una pratica zen.

Decidi di imparare a controllarti fin da quando sei bambina e a scuola tutti ti additano perché diventi rossa e tu provi vergogna perché si vede che un’emozione forte ti sta attraversando. Un cortocircuito, più c’è pudore più il corpo esibisce.

Esiste un piccolo libro dal titolo Rossori, edito da Duepunti, scritto da Felice Accame, che racconta un po’ di cose, non tutte, perché ogni rossore nasconde un dettaglio di personalità.

Antonia Pozzi, a discapito di una vita che fa male, è trasparente. Se avremo voglia di leggerla ci aiuterà a schiarire, togliere, alleggerirci. Perché dopo un’immersione in profondità si torna sempre a guardare il cielo con occhi limpidi. Arrossire per un complimento è di una tenerezza disarmante, come una mamma piccola giovane.

Antonia Pozzi, Desiderio di cose leggere, pubblicato da Salani, è un’antologia di poesie curata da Elisabetta Vergani.

Si tratta di una collana pensata per giovani innamorati, per me ogni volta che ci innamoriamo (di persone, animali, fiori, luoghi, arte, musica…) non possiamo che essere giovani, con quell’attitudine alla vita che attraversa ogni età.

Antonia Pozzi è una delle grandi poetesse italiane.

Elisabetta Bucciarelli55 Posts

Elisabetta Bucciarelli è nata a Milano, città dove vive e lavora con la scrittura. Ha firmato saggi, sceneggiature, pièce teatrali e romanzi. Ha cominciato a pubblicare racconti a vent’anni, su riviste, quotidiani e antologie, per poi firmare il ciclo di romanzi dell’ispettrice Vergani (Mursia, Kowalski/Feltrinelli, E/O) con cui vince il prestigioso premio Giorgio Scerbanenco per il migliore noir italiano. Sceglie di partecipare a progetti editoriali di avanguardia, all’interno dei quali nascono il romanzo di ecomafia Corpi di scarto (Verdenero, 2011) premio Lucia Prioreschi/il Tirreno, l’audiodramma L’etica del parcheggio abusivo (Autorevole Fonderia Mercury e poi pubblicato da Feltrinelli 2013 e in traccia audio per Salani) e La resistenza del maschio (Viceversa di NNE) ristampato a due mesi dall’uscita. Scrive testi d’arte e collabora con testate giornalistiche italiane e straniere. Conduce laboratori di scrittura espressiva e sensoriale e si occupa di formazione. Il suo ultimo romanzo si intitola "Chi ha bisogno di te", Skira editore.

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2 Commenti

  • Silvia Reply

    21 novembre 2018 at 19:04

    Cara Elisabetta, avevo scelto di trascrivere sui diplomi dei vincitori del concorso di poesia “Antonia Pozzi” proprio questi versi della splendida e tormentata autrice. Condivido tutto, grazie! Un abbraccio da Silvia Liti

    • liz Reply

      27 novembre 2018 at 14:18

      Grazie cara Silvia, il libro offre una buona selezione di poesie pensata proprio per i più giovani. Potrebbe essere interessante per le scuole incontrare Elisabetta Vergani che sta portando in giro uno spettacolo molto emozionante sulla Pozzi e ha curato l’antologia.
      Un abbraccio
      Elisabetta

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