Leggende, sgobboni e tigri (in salotto)

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L’estate del cane bambino, Mario Pistacchio e Laura Toffanello, 66thand2nd, p. 218 (16 euro) anche in ebook (7,99 euro)
Pensateci un istante: quale estate è rimasta indelebile nella vostra memoria? Per il protagonista di questa storia si tratta di quella del 1961. Siamo in un paesino, Brindolo, della campagna Veneta e conosciamo un gruppo di cinque ragazzini delle elementari che se sono ancora in quella fase in cui il tempo è fatto di giochi, mazzetti di figurine Panini da scambiare e scoperte preziose (e proibite). Finché un giorno il piccolo Narciso scompare. E il paese si mobilita nel tentativo di ritrovarlo. Scompare Narciso ma compare Houdini, così chiamano il cane i quattro, ed è un omaggio all’amico scomparso che venerava il mago illusionista. Niente di strano? Be’ qualcosa di strano c’è e ha radici nella tradizione, nelle leggende raccontate di padre in figlio: una in particolare, la storia di un bambino che si trasforma in un cane. Un caso? Sarà. Ma alle volte è comodo fingere di credere alle leggende. Così in paese gli equilibri si alterano, ché si sa, è nelle situazioni di stress che gli umani manifestano la propria natura. Un cangiante esordio a quattro mani in cui la ricchezza di idee, generi e registri trova un convincente equilibrio. Per chi lo sa bene, l’adolescenza è il periodo in cui tutto può succedere, in cui il possibile è di manica larga e la magia non si nasconde, semplicemente, c’è.

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L’Italia che vorrei, Fabio Franceschi con Stefano Lorenzetto, Marsilio, p. 173 (14 euro) anche in ebook (9,99 euro)
Fabio Franceschi è venuto su in una stamperia, cullato dal rumore della macchina, una compositrice, e dai suoi sbuffi tossici di piombo, stagno e antimonio. Nessun giocattolo o forse un solo piccolo escavatore di plastica perché la vita, fin da subito, per lui è fatta di lavoro. Stampare per mangiare, mica per la fama, e mangiare una volta al giorno, la sera, riso con il latte che a pensarci oggi gli prende ancora la nausea… E dopo aver lavorato come un mulo dai 16 ai 30 anni nella tipografia dello zio – i libri deve metterli da parte alla morte del padre – ecco l’azzardo: comperare l’azienda di famiglia. Da qui il salto, ovvero cominciare a stampare libri. Nasce così la Grafica Veneta spa che oggi è la sola, nel mondo, a garantire la stampa e la consegna di un libro in ventiquattro ore (anche meno). Una azienda da 300 dipendenti (completamente autonoma energeticamente, grazie al fotovoltaico) che ogni anno stampa dai 200 ai 250 milioni di copie. Una biografia che pare una fiaba e ci viene raccontata attraverso una lunga chiacchierata tra Franceschi e il giornalista Stefano Lorenzetto e così facendo l’elenco delle cose che nel nostro Pese non vanno, emerge una Italia coraggiosa, all’avanguardia fatta di uomini che vivono il lavoro con devozione. Utilissimo per gli addetti ai lavori ché ci troveranno dati preziosi, entusiasmante per tutti quelli che come regola hanno il fare (e non ne possono più dei lamenti sterili).

Ospite notturno#BELLISSIMI
L’ospite notturno, Fiona McFarlane, traduzione di Paola Brusasco, Einaudi, p. 266 (17,50 euro) anche in ebook (9,90 euro)
75 anni, vedova, madre di due figli lontani ché uno vive a Hong Kong e l’altro in Nuova Zelanda. Ruth, invece, se ne sta in Australia, in una di quelle case da film che si affacciano sulla spiaggia e sono a un passo dal mare. Vive da sola, con i suoi due gatti e poi, certo, c’è la tigre in salotto. Sì, una tigre che di notte striscia tra i mobili e  divani, e più che ruggire, ansima. Oltre a quest’ospite notturna, a tormentare Ruth c’è anche Frida, la badante, un tipo decisamente eccentrico che sembra sbucata dal nulla e vuole a tutti costi essere indispensabile. Eccentricità e ossessioni a parte, a spezzare la monotonia delle piccole incombenze c’è pure Richard, l’eterno fidanzato, l’amore che in gioventù è rimasto potenza e adesso, invece, potrebbe farsi realtà. Insomma, nonostante gli anni, per l’amore pare esserci tempo… Leggendo, però, una domanda si fa pressante: chi è vero e chi no in questa storia? Un romanzo sul potere della memoria e la solitudine della vecchiaia. Ricorda la pelle d’oca suscitata da un ricordo, quella che quando se ne va, oltre a un misto di malinconia e inquietudine, lascia spazio a un sorriso.

2 Commenti

  • Giampaolo Reply

    10 novembre 2014 at 15:10

    Senza dubbio leggerò il primo, il secondo forse il terzo mi spaventa un po’. Grazie Chiara

  • Chiara Beretta Mazzotta Reply

    10 novembre 2014 at 15:28

    Il primo si vola, il secondo fa venir voglia di lavorare e il terzo sì, in effetti, un po’ di angoscia la trasmette 😉
    Ciao, Giampaolo, grazie a te!

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