Odessa Star, Herman Koch

Scrostare muri (e cultura)Il nostro recensore atipico, © Aldo Costa, oggi se la vede con personaggi cattivissimi. Liberi.

Herman Koch, già apprezzato autore di Villetta con piscina più che uno scrittore è un decoratore. Prende le quattro pareti con soffitto cheherman-koch costituiscono la scatola della nostra civiltà e ci appoggia sopra il raschietto. Spinge, sfrega, leviga. Strato dopo strato, elimina sei o settemila anni di civiltà (di questi tempi non c’è nemmeno bisogno di bagnare) e lascia le pareti con il nudo intonaco. Togli la metafora e di nudo trovi anche l’uomo. Per non dire dei bambini, più nudi ancora. Alle donne lascia giusto gli slip.

Liberati da strati di sentimenti ingialliti, epurati da una cultura pesante come certe carte da parati e da un’educazione cattolica nei cui angoli prolifica la muffa, i personaggi di Koch pensano e agiscono esclusivamente in base ai loro bisogni e reagiscono di conseguenza alle situazioni. Odessa Star Herman Kock Neri pozzaSembrano tutti cattivi, cinici, immorali, ma sono semplicemente liberi. Personalmente li trovo adorabili e riesco a identificarmi senza nessuna fatica in ciascuno di loro. La cosa non mi procura angosce particolari perché sospettavo già di essere una bestia e perché so di non essere diverso da tutti voi.

La differenza sta nel legante presente nella vernice amniotica con cui ci hanno varati. Più è ricco di resina, più la cultura ci sta aggrappata addosso e copre il cinismo. Nel ’59, evidentemente, sono andati al risparmio. Io consigGramellini lio fortemente questo libro. Leggetelo subito. Se temete effetti irreversibili, il rimedio c’è: un Gramellini come stucco e una Tamaro come coprente e tornerete più buoni di prima.

Odessa StarHerman Koch, traduzione di Giorgio Testa, Neri Pozza, p. 320 (17 euro) ebook (8,99 euro)

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15 Commenti

  • Aldo Reply

    17 Luglio 2015 at 17:40

    Sicuramente è colpa dell’umidità al 90% se sono scivolate delle parole alla fine.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      17 Luglio 2015 at 19:51

      Ecco fatto. Dal cellulare non c’era verso di sistemare. Ma pure Chrome non ne voleva sapere… niente è proprio venerdì 17!

  • Barbara Reply

    19 Luglio 2015 at 12:31

    Uhm…sono andata su Amazon a leggermi la sinossi, l’estratto (per farmi un’idea dello stile) e le recensioni sotto degli utenti che l’hanno letto/comprato.
    Almenochè l’utente “ricalcolo” non sia lo stesso Aldo Costa, direi che gli ha copiato pari pari la recensione 😉
    (…io il venerdì 17 lo salto proprio, computer rigorosamente spento)

    • Aldo Reply

      19 Luglio 2015 at 23:43

      Sono io che l’ho copiata pari pari da Ricalcolo! 🙂

      • Chiara Beretta Mazzotta Reply

        19 Luglio 2015 at 23:45

        Ovvio. Copione, copione, copione 😉

        • Barbara Reply

          20 Luglio 2015 at 9:20

          La cosa divertente è che è un suo fans, perchè tra le altre recensioni che ha scritto su Amazon, ci sono proprio i suoi libri! Chissà…magari è qui che ci legge ;P

  • Aldo Reply

    20 Luglio 2015 at 23:08

    E ci ancherebbe pure che non mi piacessero!

  • Aldo Reply

    21 Luglio 2015 at 9:45

    Non so. Ho letto su questo blog di un autore, non ricordo più chi fosse, che diceva che scrivere gli costava pena e fatica, se non dolore. Insomma, non gli piaceva.(???)
    Ti chiedi allora “perché?”.
    Mi stupisce meno che ti possa schifare un libro che hai scritto. Però devono passare tanti e tanti anni, quelli necessari per farti entrare in una nuova fase della tua vita, in cui non riconosci più la precedente. Allora, forse… Se invece parli di schifo per opere attuali allora non lo capisco. A me piacciono i miei libri. Quando mi capita di rileggerli, salto dei capitoli, perché certi passi li ho a noia, ma rileggo sempre con attenzione le ultime pagine e, quasi sempre, mi si rizzano peli e capelli per l’emozione. Peli e capelli. Nient’altro.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      21 Luglio 2015 at 9:58

      Ovviamente facevo dello spirito.
      Ci sono autori che quando scrivono, non inventano solo storie: si ficcano nei guai. Si stanano dagli angoli sicuri e si mettono alla prova. Confrontandosi con limiti e paure. Per interposta persona non è detto faccia meno male. Questi sono quelli che soffrono. E continuano a soffrire per la solitudine della scrittura, per il giudizio differito, le critiche… ma non smettono. Come una masochista. Perché? Perché mica si vive per essere felici. Tecnicamente si vive per picchi emozionali. E il dolore spesso è più facilmente reperibile. Talvolta pure a buon mercato.
      Poi ci son quelli che godono scrivendo. Direi che è tutto limpido.
      Ed è altrettanto ovvio che lavorare con la scrittura è una faccenda di precisione, di revisione. Di rilettura. A me verrebbe a noia qualsiasi autori, se lo rileggessi fino alla nausea. Figurati se l’autore fossi io!
      E direi che peli e capelli non è male 😉

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