Piccoli editori indipendenti grandi risultati!

 Piccoli editori indipendenti grandi risultati!

Chi vende libri in Italia? Gli editori indipendenti! Crescono infatti in tutti i settori a parte quello dei bambini e dei ragazzi. E i lettori? Leggono più italiani.

Per il secondo anno di fila i piccoli editori chiudono i primi dieci mesi con un doppio segno +, sia per numero di copie di carta vendute sia per fatturato. Registrano infatti un +7,6% a valore e un +5,9% a copie (la media, lo ricordiamo è +1,9% a fatturato e -0,8% a copie. Risultati nettamente superiori rispetto alla media e anche a quelli dei grandi editori. ).

Lo confermano i dati dell’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) presentata a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editori.

Dove crescono i piccoli editori indipendenti? In tutti i settori con l’eccezione del segmento bambini e ragazzi. Cresce infatti la fiction italiana (+16,4% a copie e +18,3% a fatturato) e straniera (+13,2% a copie e +19,3% a fatturato). L’unico segmento che diminuisce – ed è una sorpresa – è quello dei bambini e ragazzi (-1,2% a copie e -1,6% a fatturato). Variazioni significative, in positivo, si registrano anche per la non fiction generale (la saggistica: +7,9% a copie e +9% a fatturato) e per la non fiction specialistica (manualistica: +5,9% a copie e +6,5% fatturato).

Piccoli editori e generi più venduti.
Editori indipendenti e generi più venduti.

E i loro sottogeneri trainanti quali sono? Crime e thriller, fiction, testi per esami, manuali per i concorsi e testi di pedagogia e insegnamento. Incidono meno graphic novel, libri per bambini 0-5 anni, fiabe e filastrocche o i romanzi d’amore.

I sottogeneri che fanno crescere i piccoli editori.
I sottogeneri che fanno crescere i piccoli editori.

Ma chi sono i piccoli editori? Sono oltre 4500 in Italia (4516 per la precisione), si tratta dei marchi editoriali indipendenti con un venduto a prezzo di copertina sotto i 16 milioni di euro. Piccoli sì ma sarebbero i soli che registrano per il libro di carta nei canali trade (librerie, librerie online – al netto di Amazon – e grande distribuzione) andamenti opposti a quelli del mercato generale.

Il 2016 per il mercato del libro ha infatti un trend positivo ma con un debole segno + per fatturato, mentre è in calo per copie vendute. A essere in sofferenza è soprattutto la Grande distribuzione tanto da influenzare i risultati complessivi di tutto il mercato: i primi 10 mesi dell’anno evidenziano un +0,2% a valore (cioè il fatturato) e un -3,2% a volume (il numero di copie vendute) secondo i dati di Nielsen.

Se si toglie però la grande distribuzione, ecco che i dati cambiano sensibilmente: +1,9% il valore complessivo del mercato del libro di carta e -0,8% la diminuzione delle copie.

I generi in crescita negli acquisti degli italiani in questo 2016? Fiction italiana e libri per bambini e ragazzi. Mentre, infatti, 1 libro su 4 di quelli venduti in Italia nel 2015 apparteneva alla narrativa straniera, quest’anno la percentuale scende un po’ ma resta comunque il genere più venduto in Italia.

«In Italia i lettori non crescono ma maturano, differenziando i propri gusti e le proprie scelte. E, dentro la crisi, i piccoli editori indipendenti sanno “differenziare la qualità”» ha detto Antonio Monaco, presidente del gruppo Piccoli editori di AIE. «Sanno tirar fuori novità, segmenti, formule, specializzazioni e nicchie innovative. Per questo oggi sanno interpretare il mercato meglio dei grandi editori e crescono molto più della media del mercato».

La ricerca completa è disponibile sul sito di Aie.

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