Libri a Colacione 6 maggio 2017

Libri a Colacione Chiara Beretta Mazzotta ore 9.25

Ninna nanna di Leïla Slimani, Grande era onirica di Marta Zura-Puntaroni e Un complicato atto d’amore di Miriam Toews. Ecco i consigli da leggere di Tutto Esaurito, su Radio 105, di questa settimana.

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►VOLTAPAGINA
Ninna nanna, Leïla Slimani, traduzione di Elena Cappellini, Rizzoli, p. 204, ebook

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Sappiate che questo libro inizia dalla fine ed è una fine orribile. Ma non vi voglio svelare nulla, anche se accade tutto nelle prime pagine. Faccio un passo indietro e comincio da Myriam. Che è una moglie, una mamma – di Mila e Adam – ma è anche un avvocato.

E adesso ha deciso che è giunto il momento, è ora di ricominciare e tornare al lavoro. Ma c’è bisogno di un aiuto, di qualcuno che metta ordine al caos. Qualcuno di cui fidarsi tanto da affidargli i propri figli. C’è bisogno di una tata.

Ed ecco che nella vita di Myriam e di suo marito Paul entra – non senza discussioni e ansie – Luise. Che sembra mettere d’accordo tutti perché sono per primi i bambini ad amarla e a volerla. E non è strano perché la donna è dolce, solare. Accogliente.

Piano, piano, Luise da preziosa diviene indispensabile. Anticipa desideri, vizia tutti i componenti della famiglia. Esige però qualcosa in cambio questa sua dedizione totale. Cioè pretende totale dedizione. E le dipendenze per non deragliare non possono essere a senso unico.

È una storia quotidiana, una storia in cui chiunque abbia mai dovuto cercare una tata o districarsi tra lavoro e famiglia conosce bene. Solo che è ispirata a un terribile fatto di cronaca. Il punto non è raccontare questo, però, ma svelare chi siamo, quali sono i pregiudizi che ci animano, cosa significhi avere potere, soldi e una posizione. Cosa significhi essere una coppia. Oggi. “La mano che fa dondolare la culla è la mano che regge il mondo” diceva William Ross Wallace. E il mondo non è sempre un luogo accogliente.

► DA GUSTARE
Grande era onirica, Marta Zura-Puntaroni, minimum fax, p. 180, ebook

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Marta scandisce la propria vita in ere oniriche che somigliano agli anelli concentrici che marcano la vita di un albero. Solo che queste non lasciano il segno ma cicatrici. Ciascuna era è accomunata da un trucco, una pozione per tenere a bada l’ansia e il dolore e la paura e tutto quello che di storto c’è nel mondo. Martini, Davidoff, Tavor, Fevarin… fino al sedativo successivo, come prescrizione del medico comanda.

Marta è giovane.  Tutti si aspettavano grandi cose da lei. Primogenita destinata al successo che, invece, si lascia trascinare dalla vita senza interesse. “Se qualcosa deve accadere, accadrà. Così capitavo quasi per sbaglio a Siena, quasi per sbaglio davo gli esami, quasi per sbaglio mi laureavo: senza mai mettere un po’ di voglia impegno, interesse in nulla se non nello sfottere chiunque mettesse un po’ di voglia impegno interesse in qualcosa raggiungendo, nonostante tutto, risultati inferiori ai miei”.

Ama uomini sbagliati – uno soprattutto – commette errori, ripete errori… se alcune storie conducono il protagonista sull’orlo del baratro, Marta è da quel baratro che ci parla spiazzandoci perché in questa dimensione di dolore sembra quasi a suo agio. Come se lo smarrimento fosse semplicemente la condizione di questa generazione. Alcuni però sanno stare a galla meglio di altri.

Più che un romanzo di formazione è una confessione “disarmata” sulla sopravvivenza alla vita. Dimenticate le nenie ombelicali sulla generazione XYZ, la voce dell’autrice ha un timbro che non esige attenzione, la ottiene. Meravigliose le divagazioni, suggeriscono che dentro Marta oltre alla storia che racconta ci sia tutto un mondo da scoprire.

Un libro perfetto per chi non è capace di seguire alcun consiglio… ecco, stavolta dovrebbe fare una eccezione e leggerlo (qui la recensione).

 

► BELLISSIMI
Un complicato atto d’amore, Miriam Toews, traduzione di Monica Pareschi, Marcos y Marcos, p. 290

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Quando leggi la Toews ti senti un po’ spiazzato e pure un po’ banale… perché alla fine dei suoi libri di viene da esclamare sempre: “Bellissimo”. Mi mancava da leggere solo questo (pubblicato in origine da Adelphi) e, mannaggia: è bellissimo!

Lo aprite ed entrate nella casa dei Nickel che abitano a East Village, un paesino sperduto del Canada. Sembrano il giorno e la notte questi due per quanto sono diversi ma, sarà banale, si amano in modo direttamente proporzionale alle proprie differenze.

E non è facile crescere in casa Nickel, perché questa è una famiglia mennonita. Se non avete alcuna idea di che religione si tratti, sappiate che regole e dettami sono piuttosto ferrei. “È difficile essere disperati in un posto dove quello che succede è sempre volontà di Dio. È difficile sapere cosa fare del tuo senso di vuoto quando non è previsto che tu lo provi.”

Lo sanno bene Tash e Nomi che sono le due figlie dei Nickel. Anch’esse molto diverse in apparenza una, Tash, ribelle e l’altra, la piccola Nomi, che pare più obbediente più disposta ad accettare le imposizioni della sua famiglia e della religione cui appartengono. Ecco però che un giorno Tash decide che è giunto il momento di dire basta e se ne va. E questa sottrazione è come un’onda d’urto, una valanga che travolge l’intera famiglia.

A cominciare da sua madre. È chiaro che le sue scelte erano il riflesso di un amore, non una propensione naturale. Ed ecco un’altra sottrazione. “La metà più bella” della famiglia, dice Nomi, se ne è andata. Restano un padre ligio e una figlia che vorrebbe non addolorarlo ma non può tenere la vita fuori dalla porta e deve affrontare il giudizio e le sciagure dell’ortodossia.

Come sempre la Toews ti travolge e commuove – e questo è un libro davvero disperato – e non trovi mai parole nuove per dirlo e allora, ti ripeti, e dici: bellissimo.

 

► SCELTI DA VOI

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Il consiglio della settimana è di una super fedelissima della trasmissione, Sabrina, che ci suggerisce Sottomissione volontaria di Lena Andersson (traduzione di Carmen Giorgetti Cima, e/o edizioni): “La discesa agli inferi nelle emozioni della protagonista, calamiterà l’attenzione del lettore… tanto da voler divorare questo libro in un sol boccone!”

Ti sei innamorato di un libro? Condividilo e raccontami perché è speciale e diventerà il prossimo Scelto da voi! Manda una mail a info@bookblister.com

3 Commenti

  • Sandra Reply

    6 maggio 2017 at 10:48

    La Toews prima o poi toccherà dedicarmici, al Book Pride la brave ragazze di Marcos y Marcos la consigliavano un sacco.
    Il primo invece mi ha ricordato un film anni 90, La mano sulla culla appunto, thriller con tata omicida.
    In ogni caso le migliori tate sono sempre le zie 😀
    Ho appena finito un libro che avevi consigliato per Natale. Le ragazze di Emma Cline, scrittura tagliente, molto ben scritto, ma proprio non è la mia trama.
    Bacione sotto questo cielo color latte andato a male. Ufffff.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      8 maggio 2017 at 8:47

      La Toews val la pena frequentarla!
      Ah conosco molto bene quel film! Mi aveva non poco ossessionato e il titolo,per l’appunto, veniva dal buon vecchio William Ross Wallace. Più che noir o caso di cronaca è però una bella indagine sulle relazioni tra le persone. Le gerarchie. E le aspettative (e le balle, quelle non mancano mai quando si parla di esseri umani).
      Sulla Cline concordo. Penna niente male ma non è un libro del quale mi ricorderò.

      • Sandra Reply

        8 maggio 2017 at 14:42

        Non puoi dire che non ti ascolto: sono andata in biblioteca a prendermi una Toews da sperimentare. Ti saprò dire come sempre.
        Bacio

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