Libri a Colacione 13 maggio 2017

 Libri a Colacione 13 maggio 2017

La dura legge di Baywatch. Tutto quello che avete amato negli anni 90 a cura di Mattia Bertoldi, Il tuo nemico di Michele Vaccari e Vertigine di Julien Green. Ecco i consigli da leggere di Tutto Esaurito, su Radio 105, di questa settimana.

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► VOLTAPAGINA
La dura legge di Baywatch. Tutto quello che avete amato negli anni 90, a cura di Mattia Bertoldi, Booksalad, p. 192 ebook

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Potrei cominciare con Beverly Hills, senza dimenticare i Pokémon o i Power Ranger. Ma potrei pure citare il Super Liquidator e i giochi di carte collezionabili… sono gli anni Novanta!

Ma “rimpiangiamo davvero quegli anni? Siamo tutti pronti a condividere su Facebook la foto di una penna e una musicassetta accostate, con sotto la scritta ‘Se conosci la relazione tra questi due oggetti hai avuto un’infanzia bellissima’; ma saremmo anche disposti a tornare indietro? Ad aspettare un minuto buono, mentre tutto il nastro si riavvolge, per ascoltare di nuovo la nostra canzone preferita? Attendere un dato giorno e una data ora – e inveire contro gli dèi se il registratore VHS non funziona – per seguire Il Trono di Spade in televisione? Imbucarci in una cabina telefonica solo per dire ‘ciao’ alla nostra ragazza, con le monete contate o la tessera che si è magnetizzata? Qualcuno è disposto a fare il grande balzo all’indietro?”.

E Mattia Bertoldi il balzo ce lo fa fare – peraltro da una prospettiva ancora più peculiare visto che lui è nato e cresciuto in Canton Ticino – ma non si tratta di un salto tra un decennio e l’altro, ma tra un mondo e l’altro: tra l’epoca prima di Internet e il Grande Dopo. Voi ve lo ricordavate come era vivere sconnessi?

Se volete quindi farvi un ripasso di ciò che avete vissuto, di quello cui avete assistito o se eravate giù grandicelli e vi siete persi parecchi pezzi di quest’epoca, leggetelo!

► DA GUSTARE
Il tuo nemico, Michele Vaccari, Frassinelli, p. 290, ebook

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Sulle prime sembra una ragazzina viziata e ribelle Gaia. Una che scappa, una che mette nei guai la sua famiglia – sua madre, perché il papà è morto – ma poi, lentamente, si capisce che le cose non sono affatto così.

Sua madre è una insegnante, una che però pare detestare i ragazzi che dovrebbe formare, e adesso che si è data alla politica farebbe volentieri a meno degli scandali. Per esempio dover digerire che Gaia abbia hackerato la pagina di un noto politico riempiendola di bestemmie e si sia fatta beccare.

E poi c’è Gregorio che è un piccolo genio dell’informatica ma è anche incredibilmente solo. Maltrattato e bullizzato dai compagni di classe, deve vedersela anche con i fallimenti dei propri genitori, con la loro incapacità di agire per il meglio (madri e padri in questo libro escono con le ossa rotte).

Finché a un certo punto Gregorio si sottrae, si chiama fuori. O meglio, si chiude dentro alla propria stanza e decide di combattere a modo suo. Così diventa un NEET “not (engaged) in education, employment or training”. Non studia, non lavora, non vive se non attraverso la propria connessione.

E mentre sulla storia aleggia, perenne, l’ombra della crisi e tutti sembrano solo alla ricerca del nemico con cui prendersela (guardarsi dentro e mettersi in discussione sono operazioni che di certo richiedono maggiore impegno), ecco che le strade di Gregorio e Gaia, questi due giovani di talento accumunati dalla voglia di cambiare il mondo, finiranno per unirsi.

Un romanzo che porta sulla pagina i disagi del contemporaneo ed è un omaggio alla scrittura dei grandi classici. Se amate le storie scritte con cura, quelle che si meritano di essere lette con pazienza, eccone una.

► BELLISSIMI
Vertigine, Julien Green, traduzione collettiva di Giuseppe Girimonti Greco, Lorenza Di Lella, Francesca Scala, Ezio Sinigaglia e Filippo Tuena, Nutrimenti, p. 228, ebook

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È nato a Parigi ma da genitori americani nel 1900, raffinato pensatore ed elegante narratore, scrittore prolificissimo che ha spaziato dal romanzo, al teatro, al diario (ma Green è sempre dall’io e da sé che parte)…

In questa raccolta curata da Giuseppe Girimonti Greco ed Ezio Sinigaglia trovate venti racconti scritti tra il 1920 e il 1956, tutti inediti in Italia. Il fil rouge che li lega? Il bilico. L’istante, l’evento che precede uno scossone, il cambiamento o forse l’irreparabile. Quell’inciampo che trasforma e travolge la nostra vita ma anche quei piccoli attimi di vita quotidiana, apparentemente banali, che però preludono a qualcosa di inquietante.

Ci si sente smarriti, spesso sospesi alla fine di queste storie. Alcuni racconti sono brevissimi come Camere in affitto, Il dormiente, Il duello o La lezione – in cui un giovane è costretto dal tirannico zio ad assistere alla condanna a morte di un uomo – spesso portano sulla pagina bambini e ragazzi che se la devono vedere con gli adulti (o che gliela fanno vedere!).

E poi ci sono la paura, la follia, la passione… in un’atmosfera sempre misteriosa alle volte da ghost-story. A Green interessa il mondo che si agita nell’animo umano e riesce ad afferrarlo e a tratteggiarlo con una lingua sempre elegante, mai saccente o scostante che sa accogliere e avvincere il lettore. Se volete farvi un regalo e scoprire un grande autore, potete partire da qui.

► SCELTI DA VOI

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Il consiglio della settimana è di Lorenzo Pompei che ci consiglia Bull Mountain di Brian Panowich e pubblicato dall’editore NN Editore. “Un po’ di Leonard, un po’ di Lasdale, un po’ di MacCharty!” E dici poco?!

Ti sei innamorato di un libro? Condividilo e raccontami perché è speciale e diventerà il prossimo Scelto da voi! Manda una mail a info@bookblister.com

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2 Comments

  • Boh, anni ’90 e pure ’80 per me conservano un grande fascino che non è solo quello della mia giovinezza, in fondo sono infinitamente più felice ora, e per rimpiangere l’infanzia, sono vecchia, mi tocca tornare ai ’70.
    Appuntamenti mancati a causa dell’impossibilità di avvisarsi, sale cinematografiche dove potevi vederti anche 3 volte di fila lo stesso film – se eri dentro eri dentro e nessuno ti obbligava a uscire – che cosa astrusa, ma soprattutto ovvio è la mancanza di internet a farci sembrare quegli anni una vera era preistorica.
    Tornerei indietro? Non saprei, certo sono abbastanza allergia alla connessione sempre, e tu lo sai, ma Dio solo sa quante volte controllo qualcosa in Google, mi viene in mente una roba qualsiasi e trac c’è. Nel mio vissuto personale gli anni 90 sono stati i miei anni peggiori, per essere precisi 88 98 per cui a pensarci bene solo per quello non tornerei non per quello che il mondo offriva in generale.
    In banca ti davano il 7% di interesse sul c/c e se eri un pelino oculato magari riuscivi a mettere via qualcosa, oggi le banche devi stare attento che non ti lascino in mutande.
    Ci sentiamo in settimana, Chiara. Bacio

  • Tornare in dietro? Mai! Una faticaccia… però amo gli album di foto, soprattutto quelli che non ritraggono la sottoscritta! (Anche perché nei 90 avevo una pettinatura da dimenticare.)

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