Un complicato atto d’amore – Miriam Toews

Autore: Miriam Toews

Traduzione di Monica Pareschi

Casa editrice: Marcos y Marcos

Quando leggi la Toews ti senti un po’ spiazzato e pure un po’ banale… perché alla fine dei suoi libri di viene da esclamare sempre: “Bellissimo”. Mi mancava da leggere solo questo (pubblicato in origine da Adelphi) e, mannaggia: è bellissimo!

Lo aprite ed entrate nella casa dei Nickel che abitano a East Village, un paesino sperduto del Canada. Sembrano il giorno e la notte questi due per quanto sono diversi ma, sarà banale, si amano in modo direttamente proporzionale alle proprie differenze.

E non è facile crescere in casa Nickel, perché questa è una famiglia mennonita. Se non avete alcuna idea di che religione si tratti, sappiate che regole e dettami sono piuttosto ferrei. “È difficile essere disperati in un posto dove quello che succede è sempre volontà di Dio. È difficile sapere cosa fare del tuo senso di vuoto quando non è previsto che tu lo provi.”

Lo sanno bene Tash e Nomi che sono le due figlie dei Nickel. Anch’esse molto diverse in apparenza una, Tash, ribelle e l’altra, la piccola Nomi, che pare più obbediente più disposta ad accettare le imposizioni della sua famiglia e della religione cui appartengono. Ecco però che un giorno Tash decide che è giunto il momento di dire basta e se ne va. E questa sottrazione è come un’onda d’urto, una valanga che travolge l’intera famiglia.

A cominciare da sua madre. È chiaro che le sue scelte erano il riflesso di un amore, non una propensione naturale. Ed ecco un’altra sottrazione. “La metà più bella” della famiglia, dice Nomi, se ne è andata. Restano un padre ligio e una figlia che vorrebbe non addolorarlo ma non può tenere la vita fuori dalla porta e deve affrontare il giudizio e le sciagure dell’ortodossia.

Come sempre la Toews ti travolge e commuove – e questo è un libro davvero disperato – e non trovi mai parole nuove per dirlo e allora, ti ripeti, e dici: bellissimo.

290 pagine

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4 Risposta

  1. … “ti travolge e commuove” ed è subito J. Irving… Ed è subito un robottino di Amazon che va a prendermi una copia dallo scaffale n. X42FDS01GH319.
    La Toews?
    Arriva domani.

  2. … E comunque avere un elenco con data/ospite/evento della 4 gg torinese del libro pare sia impresa impossibile… Cominciamo male, salonisti del libro piemontardo… 😀

  3. Caxxo mi sto rincoglionendo… Mi ero già lamentato qui della app del salone e, non ricordandolo affatto, ho fatto la stessa cosa di là. Ricoveratemi!

    Comunque gran bella scoperta (per me) questa Toews. Una penna dai ritmi travolgenti, che disegna un mondo dove si ride a denti stretti e larghi, dove si inciampa in una cucina in cui la bulimia dello zio detto la Bocca, proietta sinistre le luci dei suoi fallimenti, e dove un attimo dopo, una statua di Gesù Cristo sembra tanto ricordare George Harrison “vestito come un buffone nel suo periodo di intrippamento per le religioni orientali”… 😀
    Hai fallito? Sembra chiederci la Tower. E allora corri, scappa e strappati un sorriso. Tanto nel torbido ci finisci lo stesso e la cura non c’è: c’è solo palliativo.
    La butto lì: La Toews è un(a) Saramago pop. A velocità doppia. Spero proprio lo consideri un complimento, la nostra! 😀

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