La biografa – David Constantine

La biografa – David Constantine
Autore: David Constantine
Traduzione di Nicola Manuppelli
Casa editrice: Nutrimenti
256 pagine
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Katrin è alle prese con una lacerazione e con un vuoto che sembra dilaniarla. Succede da quando ha perso suo marito Eric. Il tempo l’ha abituata alla sua presenza e non pare possa esserci tempo senza di lui al suo fianco. In fondo di anni assieme ne hanno passati parecchi, oltre venti. E adesso si trova da sola in una terra che non è la sua (Katrin è polacca e vive in Inghilterra per via di Eric).

È una donna abituata a occuparsi delle vite degli altri, Katrin, da anni scrive biografie. Non di uomini di successo o di grandi autori noti ai più. Lei si occupa di personaggi del romanticismo europeo che hanno in comune il fatto di essere uomini sui generis che hanno dovuto combattere contro la sorte e non hanno avuto dalla loro né fortuna, né successo e forse neppure un gran talento.

Adesso, però, una sola vita le interessa ed è quella di suo marito. Le interessa perché nel ricordare strappa via dettagli preziosi all’oblio che tutto divora. Non si tratta solo di metabolizzare un lutto o di sopravvivere al dolore della solitudine. Si tratta di continuare ad amare e a preservare la persona che si ama.

Comincia così una minuziosa raccolta di segni del passaggio sulla terra di Eric. In effetti loro due avevano vent’anni di differenza e lei è la sua seconda moglie, di cose da scoprire e da “tenere insieme” ce ne sono parecchie. Sia i ricordi che ha lasciato nelle altre persone (un compagno di studi, soprattutto), sia gli oggetti che gli sono appartenuti o raccontavano qualcosa di lui, le lettere, per esempio. Si aprono anche scenari inattesi perché Katrin fa i conti con tutti quei piccoli e grandi dettagli che non conosceva di suo marito. Viaggi, amori… altre vite in potenza, forse, di sicuro non solo ricordi preziosi ma fatti che lo hanno reso ciò che era. L’uomo che amava.

Ci si conosce anche guardandosi riflessi negli occhi degli altri e nelle vite degli altri. È una sensazione che dà le vertigini perché regala un senso tutto nuovo al nostro stare insieme (soprattutto con le persone che amiamo)

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