aNobii, il social network dei libri, è il loser che vince sempre

aNobii il loser che vince sempre

aNobii cambia faccia ma il restyling grafico e di navigazione scontenta tutti e gli utenti insorgono. Cronaca dell’ennesimo capitombolo del social network dei lettori? No, dell’ennesima vittoria.

aNobii è nato nel 2005 e in Italia è arrivato nel 2007. Scomodo, criticatissimo eppure popolato da una community di bibliofili capace di chiudere un occhio davanti ai mille intoppi pratici, pur di condividere la propria passione per la lettura. Nel 2014, curiosamente, è stato acquistato da Mondadori (che aveva costruito anche la community Scrivo.me oggi abbandonata) ma le cose non sono migliorate. Eppure dopo dieci anni c’è ancora, continua a far pasticci e ad avere utenti.

i problemi di aNobii

Che cos’è aNobii

Immaginate di poter costruire una libreria virtuale a portata di clic – e che non si impolvera! – una libreria da riempire con i titoli e le trame e le recensioni di tutti i libri letti (e pure con quelli che si vorrebbero leggere) e di poter sbirciare e commentare anche quelli degli altri. Libri da catalogare per scoprire anche le proprie statistiche di lettura: quante pagine lette in un anno, quanti titoli, quanti abbandoni… Immaginate di poter conoscere le persone in base alla loro libreria e scoprire le affinità e le differenze che vi caratterizzano. Ecco, questo è aNobii il social network dedicato ai libri, con tanto di notifiche, messaggi e commenti. Una idea davvero interessante ma che non ha mai funzionato a dovere perché inserire i titoli e aggiornale le librerie era una guerra, fare ricerche un’utopia, entrare nel sito impossibile, cambiare pagina pure.

Quando le cose vanno bene è il momento di cambiare

Quando le cose vanno bene è il momento di cambiare. Questo è uno dei tanti insegnamenti preziosi ricevuti da un bravissimo giornalista e direttore di giornale. Cioè devi avere il coraggio di modificare le abitudini della gente prima che la gente si accorga di essersi annoiata e finisca con il mollarti. Si lamenteranno, eccome se lo faranno, ma per magia a un certo punto smetteranno di farlo. Fino al prossimo coraggioso cambiamento. E detto tra noi: è meglio perdere perché hai preso delle decisioni sbagliate, piuttosto che farlo perché qualcuno ha deciso al posto tuo.

Scontentare tutti è un’arte

Va da sé che, se cambi quando le cose già non vanno bene, sono dolori. Parti con un piede nella fossa e l’altro nelle sabbie mobili. Rischi infatti di scontentare tutti, sia chi lo era già, sia – peggio – chi non lo era affatto. E diciamo che aNobii ha un triste primato: riesce a deludere il proprio pubblico con diabolica perseveranza, roba da Tapiro d’oro della frustrazione.

aNobii cambia facciaaNobii si scusa

La forza della community

Eppure aNobii ha vinto in passato e continua a farlo oggi. Perché le persone si lamentano, perdono tempo a dire cosa non funziona nel gruppo appositamente creato (888 commenti in cinque giorni) e a spiegare cosa non gli piace, minacciano harakiri e manifestazioni in piazza… ma restano. Certo, qualcuno se ne va, però qualcuno se ne va sempre. E perché aNobii ha vinto? Perché parla con gli utenti, si scusa, ammette le proprie colpe (e gli obbrobri), chiede pazienza, anticipa che ci saranno altri problemi (sì, mette le mani avanti). Cioè, a conti fatti, un utente tipo si stupisce se va tutto bene. Insomma aNobii l’ha costruita davvero la propria community e non l’ha fatto lui, è la community che si è edificata, nonostante tutto.

Un manipolo di tignosi lettori che non ha nessuna intenzione di mollare il colpo né la piattaforma. Non stupitevi, basta pensare a come funziona in narrativa: i conflitti sono la benzina del racconto perché senza guai non c’è storia. E agli Anobiani le storie piacciono.

 

13 Commenti

  • Merlinox Reply

    3 agosto 2017 at 15:05

    La gente questa volta resta perché hanno rimosso il cambiamento.
    Io in 9 anni di libri inseriti non posso pensare di ricrearmi l’archivio: ho già l’excel pronto.
    Ma fino a settembre (loro risposta) non se ne parla di export.

    Una vergogna!
    ps: la pagina era http://www.anobii.com/person_export e prima lo togliessero ho esportato tutto 😉

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      3 agosto 2017 at 15:19

      Secondo me si inventano qualcosa (di peggio?) nel mezzo. Comunque a settembre voglio vedere quanti se ne andranno. E poi: tu sei la prova di ciò che scrivo. Nove anni? 9? Una pazienza olimpionica 😉

  • Il mio Reply

    4 agosto 2017 at 8:57

    E’ in arrivo il Pulitzer per quest’articolo.

    Intanto il sito di anobii, è perennemente bloccato in errore:

    Intervento di manutenzione in corso, torniamo fra qualche minuto.
    Please try again later or contact help@anobii.com

    Questo almeno da un’ora.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      4 agosto 2017 at 11:37

      Come minimo il Pulitzer. Anzi, farei due.
      Continuano a darmi delle soddisfazioni quelli di aNobii (ed è solo l’inizio). E anche gli Anobiani. Vedo.

  • Simona Reply

    4 agosto 2017 at 12:00

    Io ho abbandonato 6 anni fa Anobii per tutti i problemi che comportava. Sono iscritta su altre piattaforme meno “carine” ma di certo più performanti. Il problema all’epoca erano diversi: non funzionava un giorno su due, la pubblicità degli autopubblicanti che ti arrivava in maniera massiva privatamente (Anobii a memoria non ha mai costruito una policy in materia, cosa che invece Goodreads, Librarything e altri, invece, hanno) e, in più, l’annoso problema di dover passare per i moderatori -e aspettare per mesi o un intero anno- per il caricamento di un libro che non è in catalogo. Tutti problemi dimenticati grazie alle altre piattaforme che in più mandano digest interessanti, mettono in contatto lettori e autori (anche quelli più famosi), ti permettono di decidere se partecipare a challenge internazionali (i nostri autori ed editori questa funzionalità manco sanno esista!) dove poter vincere l’opportunità di leggere in anteprima libri di prossima pubblicazione e a volte di autopubblicati. Insomma la bellezza è una cosa di cui si può fare a meno se si hanno servizi che rendono la qualità dell’esperienza infinitamente migliore. Anobii vince solo per la vecchia abitudine degli italiani, di non dover capire come esportare la libreria per entrare su un altro social… e detta fra noi, a volte è meglio così! 🙂
    Simona

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      4 agosto 2017 at 14:38

      Come ti capisco, Simona. Sono iscritta dal 2007. Ma dopo aver sputato sangue per inserire 500 libri… ho mollato il colpo. Ma non sono emigrata. “Insomma la bellezza è una cosa di cui si può fare a meno se si hanno servizi che rendono la qualità dell’esperienza infinitamente migliore.” Sono completamente d’accordo.
      Visto che sei piuttosto preparata: tra le altre piattaforme, Goodreads a parte, cosa ci consigli? Così possiamo dare qualche speranza agli Anobiani 😉
      E grazie di essere passata di qui!

      • Ciro Mattia Gonano Reply

        4 agosto 2017 at 15:46

        Perché Goodreads a parte?

        • Chiara Beretta Mazzotta Reply

          5 agosto 2017 at 8:02

          Perché è il più conosciuto, Ciro, quasi tutti quelli che si spostano da aNobii prendono in considerazione soltanto Goodreads. Mi incuriosivano le “piattaforme meno ‘carine’ ma di certo più performanti” cui accennava Simona. Tutto qui.

      • Simona Reply

        8 agosto 2017 at 15:50

        Il migliore fra tutti è e rimane LibraryThing. Spartano fino all’inverosimile, funziona bene, ha quel sistema di partecipazione ai giveway per ottenere i libri in anteprima e mi auguro che continui a non essere il preferito degli italiani, perché si sta decisamente bene.
        Scusa non avevo visto la tua risposta 🙂
        simo

  • minty Reply

    5 agosto 2017 at 20:29

    Ciao Chiara, ti ricordi di me? 🙂

    Io sono “anobiana” da 10 anni, sono stata librarian per gli inserimenti “fumettosi” per 5 anni (formalmente lo sono ancora, ma a fine 2014 li ho piantati in asso su questo fronte, proprio in seguito al precedente aggiornamento del sito e a certe altre dinamiche a me sgradite nate con la nuova gestione mondadoriana).
    Dirò, l’impressione è che questa volta abbiano davvero cannato alla grande, proprio perché sono andati a snaturare il senso stesso di anobii, colpendo in maniera quasi irrimediabile proprio la fruizione di anobii come community di lettori (per farlo diventare non si sa bene cosa).

    Al momento ho una “libreria” di quasi 5400 schede che non posso più consultare per filtri (autore, etichette, stato di lettura) o muovendomi per pagine, ma solo clikkando “Altro” ogni 30 record… in pratica, ingestibile! Soprassedendo sul fatto che ogni singola azione sulle schede stesse (a partire dal collocarle sullo scaffale) è diventata impossibile o possibile solo con giri infiniti, millemila passaggi e una preghiera speciale al santo dell’informatica.
    Ma, quel che è peggio, tutto il lato social è stato colpito a morte: il nuovo funzionamento (?) dei gruppi è demenziale e rende impossibile molte delle normali attività (i gestori di tornei e sfide di lettura sono in grossa crisi); sono sparite le bacheche attraverso cui gli utenti si lasciavano messaggi negli scaffali; il curiosare nelle librerie altrui è impraticabile per i motivi su spiegati; se apri una scheda libro ti dice che ci sono tot utenti che possiedono quel libro, ma non puoi sapere chi sono, né come lo hanno recensito/votato; se ricevi un like o un commento a una tua rece, anobii te lo comunica sollecito (anche in triplice copia), ma non puoi sapere direttamente chi lo abbia lasciato e cosa abbia scritto…
    E questi sono solo alcuni dei problemi.

    Loro giurano che tutto tornerà a posto (entro l’autunno, entro febbraio?), ma diciamo che la community vive tutto ciò come un’aggressione indebita. Tanto più forte perché i problemi di questa Beta erano stati fatti presenti dai beta tester a marzo scorso, ma la proprietà ha deciso comunque di imporre il nuovo allestimento all’utenza senza smuoversi di una virgola. I librarian hanno quasi tutti mollato il colpo perché allo stato attuale delle cose i controlli nel database sono impossibili (ergo, la gente più chiedere tutte le nuove schede che vuole, ma al momento nessuno gliele approva).
    Non so, ma temo che questa volta si sia dato un colpo irreparabile al sito. Ho visto esodo di gente anche in casi precedenti, nel 2010, nel 2014, ma mai così. Non per nulla, a partire da giovedì 27 luglio, Goodreads è andato in blackout da “over capacity” un bel po’ di volte…

    Io stessa, a cui in 10 anni mai ha sfiorato l’idea di mollare anobii, neanche nei momenti di disillusione più forte, ho sospeso ogni azione nella mia libreria e sto ora valutando l’idea di aprire un account su GR, giusto per restare in contatto con gli “esodati” (colca che trasloco 5400 schede, con tutta la fatica che ho fatto a metterle su la prima volta! :P). E intanto mi guardo in giro per trovare una nicchia dove la mancanza della routine anobica non si faccia sentire così forte.
    Proprio in questi giorni stavo facendo ordine fra le migliaia di Segnalibri di Firefox che ho salvato negli anni (sì, ho un feticismo per i Bookmarks. E per fortuna! Ché al momento sono l’unica strada per entrare nei gruppi e discussioni di anobii senza farsi venire l’esaurimento…). Ho ritrovato il link a un forum di amanti della lettura che lurkavo anni fa. Roba archeologica.
    L’altra notte c’erano 45 utenti online. Di notte. Su un forum. Di libri. E ci si può anche creare una libreria personale! Uhm… forse ho trovato un rifugio valido per i prossimi mesi? °_°

    Per rispondere alla tua domanda, so che, GR a parte, in precedenti esodi da anobii alcuni utenti parlavano di Librarything e di Zazie.it. Non ho idea, però, di quanto siano usabili o popolate quelle community.
    Su anobii, comunque, c’era un gruppo dedicato a discutere delle alternative ad anobii stesso. Se sei ancora capace di trovarlo…

    Saluti! Scusa il papiro ^^

  • Chiara Beretta Mazzotta Reply

    7 agosto 2017 at 15:19

    Io adoro i papiri! Ciao Minty!
    Ovvio che abbiano toppato e di loser vincenti non ne conosco 😉 aNobii mi ha sempre stupita per la sua disorganizzazione e per il suo procedere a casaccio. Senza contare che continuo a non capire: ai proprietari cosa ne viene? Tutta questa baracca per cosa, la profilazione degli utenti. E poi? Come monetizzi?
    Stavolta hanno toppato perché hanno messo platealmente i bastoni tra le ruote agli utenti, utenti che – come scrivo – si sono fatti da soli la propria community e hanno sopportato le rogne (tu sei un esempio, 10 anni e 5400 schede, mi viene male al solo pensiero di doverle inserire tutte! Sei una eroina!)
    aNobii cosa fa? Mette lo spazio e dovrebbe limitare i danni. Cioè fare il meno possibile!

    “Per rispondere alla tua domanda, so che, GR a parte, in precedenti esodi da anobii alcuni utenti parlavano di Librarything e di Zazie.it. Non ho idea, però, di quanto siano usabili o popolate quelle community.
    Su anobii, comunque, c’era un gruppo dedicato a discutere delle alternative ad anobii stesso. Se sei ancora capace di trovarlo…”

    Grazie! Rido (ma non troppo perché immagino il tuo scoramento).
    Un abbraccio!

  • I problemi di aNobii? Stavolta “epic fail” non basta - BookBlister Reply

    8 agosto 2017 at 10:38

    […] aNobii, il social network… […]

  • piopas Reply

    20 ottobre 2017 at 12:29

    Library thing

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