Thornhill – Pam Smy
Autore: Pam Smy
Traduzione di Sante Bandirali
Casa editrice: uovonero
533 pagine
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Thornhill – Pam Smy

È un libro che spicca, tutto nero con una inquietante casa in copertina e qualcuno affacciato alla finestra. Ma se vi capiterà di sfogliarlo vi accorgerete che è un libro strano. Ci sono pagine fitte di parole e poi pagine e pagine di soli disegni.

È un romanzo, infatti, ma anche un fumetto, rigorosamente black & white, che non si legge ma si guarda, perché non ci sono parole ma illustrazioni.

Lentamente vi accorgerete che queste due parti, queste due anime del testo raccontano due storie. Avvenute in epoche diverse. Una negli anni Ottanta e una ambientata al giorno d’oggi, nel 2017. Quest’ultima ha come protagonista Ella che è una ragazza e si è appena trasferita con il padre in una nuova città. Dalla finestra della sua camera può guardare un vecchio edificio abbandonato: l’Istituto Thornhill che un tempo era un orfanotrofio femminile.

L’altra storia si svolge, invece, proprio all’interno dell’orfanotrofio e racconta delle vicissitudini di Mary Baines, che ha 13 anni ed è letteralmente tormentata da un’altra orfana. Una vera bulla che gliene combina di tutti i colori e non la lascia in pace neppure di notte, quando se ne sta fuori dalla sua stanza a terrorizzarla.

E mentre la struttura va in declino – è prossima alla chiusura – i bambini vengono affidati alle famiglie o ad altri istituti e il personale si dilegua, per Mary è sempre più difficile gestire la sua aguzzina. Non basta stare chiusa nella sua stanza, non basta isolarsi, non basta cercare rifugio nel giardino o nella sua passione per le bambole. Non basta.

Intanto, nel presente, Ella – che è sempre sola perché il padre è al lavoro – inizia a esplorare il giardino di Thornhill e un giorno intravede qualcuno muoversi nel verde… è una ragazzina? Chi è?

Una storia perfetta per affrontare il tema del bullismo e ricordarci che essere gentili con i bambini non basta, ascoltarli neppure: bisogna saperli difendere. E quando qualcosa va storto, è sempre colpa di un grande che non ha saputo vedere o non è voluto intervenire.

Se avete amato il giardino segreto, se amate le atmosfere gotiche, ve ne innamorerete.

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