La vita finora – Raul Montanari

La vita finora – Raul Montanari
Autore: Raul Montanari
Casa editrice: Baldini + Castoldi
299 pagine
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In bilico tra una sostituzione per maternità e le lezioni agli studenti, Marco Laurenti si fa allettare dalla proposta di insegnare in un piccolo paese di una isolata valle in montagna. Lo stipendio è davvero ottimo o, forse, questo è ancora un altro “trucco” per fuggire le responsabilità e rimandare la vita adulta.

Ha 35 anni Marco, una relazione sbagliata con una donna giusta ma per qualcun altro. Non ha un lavoro vero, i rapporti con la sua famiglia sono nulli (a parte quelli con l’amatissima sorella che ha avuto il coraggio di provarci, per davvero, ed è andata all’estero ad acciuffare i propri sogni).

Lei è giovane, professore, a trentacinque anni si è ancora così vicini alla propria adolescenza. Forse non ne usciamo mai, dall’adolescenza, si rimane sempre lì mentre gli anni passano e il corpo invecchia, ma questo è un altro discorso. Insomma, lei è giovane e questo le dà il vantaggio che il loro mondo è in parte anche il suo.

Marco non è di certo un adolescente, ma non pare neppure un adulto ingabbiato da doveri e ruoli ai quali sfuggire è difficile perché gli altri ce li hanno cuciti addosso. È ancora libero di decidere, libero di cambiare tutto, per esempio di lasciare Milano per un lavoro ben pagato in una valle sperduta.

Così accetta la sfida di insegnare a una classe che unisce i pochi ragazzi che abitano lì e si mette in viaggio. Non fa però a tempo ad arrivarci al paese per capire che è sbarcato in un territorio ostile. Un mondo in cui è costretto a fare i conti con Rudi – sedicenne intelligentissimo che pare fatto della sostanza dell’abisso – e la sua cricca (a cui poco interessa e che soprattutto pare non temere alcunché) e con Novak, un ex militare che ha visto l’orrore della guerra e non è ancora riuscito a liberarsi del proprio passato.

Quella invece era ancora la stagione della vita in cui ogni distacco portava, insieme al dolore necessario, un senso di liberazione. C’era qualcosa di orribile in questo.

Il lettore, riga dopo riga e sempre con maggiore preoccupazione, percepisce che questa storia non solo lo tocca ma lo riguarda. È come sentire una voce domandarti: «E tu, adesso, cosa faresti?» bisogna avere coraggio per darsi una risposta.

 

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