Gianni Montieri

Avremo Cura – Gianni Montieri

Gianni Montieri per “DiVersi, solo le cose inutili sono poetiche” di Elisabetta Bucciarelli che oggi si domanda se ha imparato a prendersi cura (e noi? Noi ci riusciamo? Noi lo facciamo?)

Gianni Montieri Avremo cura (Zona, 2014)
Autore: Gianni Montieri
Casa editrice: Zona
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VIII

Oppure giocando a pallone
la tecnica del battimuro
già da piccoli aspettavamo
che capitasse qualcosa
che mai capitava.

Dopo aver letto questa poesia di Gianni Montieri ho immediatamente composto una domanda. E se quel qualcosa capitasse proprio adesso? O dopo? O dopodomani?
Perché qualcosa poi succede sempre, magari non proprio quella cosa lì o magari sì.

La vita resta comunque sempre un eterno battimuro. Lanciare la palla serve ad affinare il piede, a potenziarlo, a imparare come usarne due, a sfogarsi, a stancarsi, ad allenarsi, a far passare il tempo. Serve a un sacco di cose.
Guai a chi smette.

E poi il battimuro lo puoi fare da solo, non hai bisogno di nessuno, solo di una parete libera. Il problema è trovarla. Dove si va a fare il battimuro oggi?

Si cerca in continuazione una parete libera. Poi, quando abbiamo finito di cercare (a lungo) e l’abbiamo trovata, iniziamo a ripetere il gesto (a lungo) e mentre questo succede aspettiamo sempre qualcosa (a lungo). Trovo che questo sia davvero molto bello. Scegliere uno spazio, limare le capacità, rendere sempre migliore ciò che sappiamo fare, provare e riprovare da soli, senza pubblico, senza supporto. Nel frattempo, imparare ad aspettare qualcosa.

Questa poesia la rileggo sempre togliendo tre lettere che formano una parolina piccola che non mi compete, perché sono mortale, non la posso pronunciare perché altrimenti sarei divina. Ogni volta che la cancello (l’ho fatto anche sul libro) sento di aver ritrovato il mio posto, quello per il battimuro e di essermi presa cura di me (anche di Voi, un pochino).

Il titolo della raccolta è proprio Avremo cura, spero ogni giorno di imparare a fare questo nella vita: prendermi cura. Sembra facile ma non lo è affatto, te ne rendi conto solo quando qualcuno dipende da te. O siamo noi che dipendiamo da chi è in grado di avere cura di noi? Non ho ancora la risposta.

Le poesie potete leggerle anche togliendo le parole, consapevoli però che quelle che eliminate sono decisamente importanti, tenetele con voi un po’, giusto per fraternizzare.

Avremo Cura è stato scritto da Gianni Montieri e pubblicato da Zona editore. Il libro me l’ha donato lui, la mia poesia preferita è a pagina 45 e parla di calcio. Leggendo le sue poesie nascono sempre domande. Un giorno ho pensato di mandargliele tutte, sperando che mi risponda con delle poesie dalle quali possano nascere altre domande per poi mandargliele tutte sperando che…

Ha pubblicato: Avremo cura (Zona, 2014) e Futuro semplice (2010). Suoi testi sono rintracciabili nei numeri sulla morte (VIXI) e sull’acqua (H2O) della rivista monografica Argo e sui principali siti letterari italiani e nel numero 19 della rivista Versodove. Ha riscritto la fiaba “Il pifferaio magico” per il volume Di là dal bosco (2012); il  racconto “La sarta di Herrera” per Deaths in Venice (2017). Sue poesie sono incluse nel volume collettivo La disarmata, (2014). È stato redattore della rivista monografica Argo. Scrive di calcio su Il Napolista. Collabora con, tra le altre, Rivista Undici e Doppiozero. È redattore di The FLRHa un blog dove scrive di libri su Huffington Post. È stato capo redattore del litblog Poetarum Silva per otto anni; è nel comitato scientifico del Festival dei matti.

La bio è tratta dal suo sito.

Elisabetta Bucciarelli41 Posts

Elisabetta Bucciarelli è nata a Milano, città dove vive e lavora con la scrittura. Ha firmato saggi, sceneggiature, pièce teatrali e romanzi. Ha cominciato a pubblicare racconti a vent’anni, su riviste, quotidiani e antologie, per poi firmare il ciclo di romanzi dell’ispettrice Vergani (Mursia, Kowalski/Feltrinelli, E/O) con cui vince il prestigioso premio Giorgio Scerbanenco per il migliore noir italiano. Sceglie di partecipare a progetti editoriali di avanguardia, all’interno dei quali nascono il romanzo di ecomafia Corpi di scarto (Verdenero, 2011) premio Lucia Prioreschi/il Tirreno, l’audiodramma L’etica del parcheggio abusivo (Autorevole Fonderia Mercury e poi pubblicato da Feltrinelli 2013 e in traccia audio per Salani) e La resistenza del maschio (Viceversa di NNE) ristampato a due mesi dall’uscita. Scrive testi d’arte e collabora con testate giornalistiche italiane e straniere. Conduce laboratori di scrittura espressiva e sensoriale e si occupa di formazione. Il suo ultimo romanzo si intitola "Chi ha bisogno di te", Skira editore.

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