Libri a Colacione 16 marzo 2019

Libri a Colacione 16 marzo 2019

Tornano i Libri a Colacione, la rubrica di Tutto Esaurito su Radio 105! Questa settimana: A cosa servono le ragazze di David Blixt e Vita su un pianeta nervoso di Matt Haig.


Vuoi ascoltare la puntata? Ecco il podcast!


A COSA SERVONO LE RAGAZZE
di David Blixt, traduzione di Camilla Barrichello, Maria Vradini Scusa e Paola Licci, La Corte editore, 558 pagine, anche in ebook

A COSA SERVONO LE RAGAZZE di David Blixt, traduzione di Camilla Barrichello, Maria Vradini Scusa e Paola Licci, La Corte editore

A cosa servono le ragazze? Si intitola così l’ultimo articolo a firma del Quieto Osservatore, una rubrica del “Pittsburgh Dispatch”. Argomento? Quello che sarebbe meglio facessero le donne. Occuparsi della casa e non dare preoccupazioni, loro che ne hanno di futili – quale abito mettersi, per dirne una… – e dovrebbero quindi pensare a occuparsi della casa e, soprattutto, a trovare marito.

Ed Elisabeth perde proprio le staffe leggendolo. Ma non si limita ad arrabbiarsi, lei essendo – ostinata, curiosa e schietta – fa qualcosa: risponde con una lettera. E per le rime!

E racconta la sua travagliata storia personale. Orfana di padre, un uomo ricco e facoltoso che ha dato alla luce quattordici figli che, quando è morto si sono spolpati l’eredità. La madre, già sposata in precedenza, ha preso per la terza volta marito scegliendo un disonesto e un bevitore, che ha sperperato il possibile. Il colpo finale? Il tutore.

Quindi la nostra cara Elisabeth ha dovuto smettere di studiare e adesso, altro che trovare marito!,  vorrebbe solo guadagnarsi da vivere ed essere indipendente. Vorrebbe un lavoro decente, una cosa che alle donne non pare spettare.

E il suo piglio piace parecchio al direttore del giornale, George Madden, che la fa scrivere e presto l’assume. Elisabeth Cochrane sceglie come pseudonimo Nelly Bly e comincia ad andare a caccia di storie che nessuno ha il coraggio di raccontare, storie che paiono non interessare nessuno: il ruolo delle donne in fabbrica, per esempio, le condizioni di lavoro…

Perché Nelly Bly è la prima giornalista di inchiesta della storia, la prima a inventarsi il lavoro sotto copertura e a rischiare la propria stessa vita per far conoscere certe verità scomode, molto scomode. Come, per esempio quella raccontata nell’articolo che troverete all’inizio di questo romanzo. Una donna dall’identità ignota, in stato confusionale, viene portata al manicomio di Blackell’s Island. E, forse, avete capito di chi si tratta…

VITA SU UN PIANETA NERVOSO
di Matt Haig, traduzione di Silvia Castoldi, edizioni e/o, 404 pagine, anche in ebook

VITA SU UN PIANETA NERVOSO di Matt Haig, traduzione di Silvia Castoldi, edizioni e/o

Se anche voi leggendo i vostri profili social perdete le staffe, mollate tutto quello che state facendo per il solito imbecille che vi insulta rispondendo a casaccio ai vostri post, se per noia li sbirciate i social ma quando finite (ore perse dopo) vi sentite un po’ angosciati per tutta quella finta perfezione che emanano o svuotati dalle solite chiacchiere inutili… questo libro può fare al caso vostro.

Non è un saggio sull’uso dei social e la tecnologia – ma l’approccio è ugualmente serio e competente – è un diario di viaggio, sono le riflessioni di uno scrittore che un giorno, non è più stato in grado di gestire le bordate che arrivavano via mail, sui social, in rete, sui quotidiani… questa onda di informazione che fa del nostro mondo un luogo folle e a volte inospitale.

Come si fa a viverci? Si chiede Matt Haig. E visto che la salute fisica e quella psichica sono collegate, non è difficile pensare che i nostri stati mentali siano influenzati dal mondo moderno in cui siamo costantemente immersi. Connessi, sempre. Comunque. Ovunque.

Per Haig non è una dissertazione politically correct né un’attitudine un po’ snob (un tempo c’erano quelli che “non abbiamo la tv in casa” oggi lo slogan è “io non ho uno smartphone”): lui se la vede con qualcosa che mette a repentaglio la qualità della sua vita, una dolorosa serie di attacchi di panico.

E dopo aver scollegato tutto, dopo aver di nuovo tirato il fiato, dopo essersi sentito di nuovo libero torna a chiedersi: è adesso? Come ci si può sentire al sicuro, addirittura felici alle volte, in questo contesto? Perché anche se tutti vorremmo prendere il meglio dai social, tutti vorremmo interagire con le persone nel modo migliore questo, nella maggior parte dei casi, non accade purtroppo.

Leggere è importante perché fornisce uno spazio per esistere al di là della realtà che ci è data. È così che gli esseri umani si fondono. Le menti si collegano. Grazie ai sogni. All’empatia. Alla comprensione. Alla possibilità di fuga. Leggere è amore in azione.

Stress, irrequietezza, ansia, infelicità, depressione… non sono solo parole sono stati d’animo elicitati dal nostro sguazzare nella rete (la rete, ci siamo finiti proprio dentro!). E più ci sentiamo così, più ci sentiamo annoiati, più ci distraiamo a caccia di qualcosa che ci sorprenda, una novità che ci interessi e conquisti, qualcosa che ci accontenti. Ma non facciamo altro che stare peggio.

Eccolo il circolo vizioso: proviamo ansia, ci sentiamo insicuri e cerchiamo di mettere a tacere questa angoscia nel posto sbagliato, quello che ha generato tale stato di malessere!

Non cercare la felicità nel posto in cui l’hai persa.

Haig ci dà le sue soluzioni. Prima tra tutte: restare connessi, ma con se stessi. Scontato? Può darsi ma è una di quelle cose tanto semplici e niente affatto facili. Sono riflessioni sentite quelle dell’autore, parole scritte da chi ha perso qualcosa e non vuole che accada più.

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