Libri a Colacione 22 giugno 2019

Libri a Colacione 22 giugno 2019

Tornano i Libri a Colacione, la rubrica di Tutto Esaurito su Radio 105! Questa settimana: Imprenditori di Matthias Nawrat e I giustizieri della rete di Jon Ronson.


Vuoi ascoltare la puntata? Ecco il podcast!


IMPRENDITORI
di Matthias Nawrat, traduzione di Marco Federici Solari, L’Orma editore, pagine 148

IMPRENDITORI di Matthias Nawrat, traduzione di Marco Federici Solari, L’Orma editore

Questa non è solo una famiglia. Questa è la versione più efficiente di una famiglia: è una impresa. A capo della suddetta c’è un padre e i figli sono i dipendenti. Perciò non vanno a scuola perché “non si impara niente di quello che serve nella vita vera”. Insomma gli altri, i ragazzini disoccupati, perdono del gran tempo.

La famiglia è una società di capitali, mi ha spiegato una volta mio padre. Quello che ci investi deve tornarti indietro con un utile. Viceversa non puoi illuderti di ottenere qualcosa senza affrontare delle spese. In nessun caso devi però permettere che ti sfruttino.

Lipa e Berti, i nostri dipendenti sgobbano con entusiasmo e sono pronti a sacrificarsi anima e corpo (in senso letterale). Lipa è una assistente e tiene i conti, Berti è lo specialista. E se alla fine del mese sono stati efficienti ecco che possono vincere il premio: essere il dipendente del mese!

E così stanno tutto il giorno in giro con il padre che li porta da una azienda all’altra su una improbabile Mercedes “verde come le montagne della Nuova Zelanda” che era stata del nonno e proprio il nonno ha pensato bene di cucire sui sedili come tappezzeria del vello di pecora…

Cosa fanno? Vanno a caccia di tesori. Cercano materiali preziosi custoditi in tutti gli sprechi della nostra civiltà: materie prime come lamine di cobalto, rame, antracite… e il lavoro è incessante, e Lipa vorrebbe una vacanza, vorrebbe del tempo libero anche se non capisce bene che senso abbia giocare– non si guadagna! – o divertirsi.

Ma non si può smettere di crescere, neppure dimenticarsi dell’adolescenza e bisogna fare i conti con la vita e dormire, lavarsi come ricorda la mamma che di questa impresa non è affatto felice.

Questa è “una favola famigliare”, come recita il sottotitolo, e fingendo di parlarci di curiosi imprenditori che non vogliono essere “schiavi del lavoro” ci racconta – usando un linguaggio fantastico fatto di Robustissimi (i computer) e Velenose (le sigarette) – qualcosa di spaventoso con una dolcezza travolgente.

I GIUSTIZIERI DELLA RETE
di Jon Ronson, traduzione di Fjodor Ardizzoia, Codice edizioni, pagine 238, anche in ebook

I GIUSTIZIERI DELLA RETE di Jon Ronson, traduzione di Fjodor Ardizzoia, Codice edizioni

Quante volte in rete abbiamo pescato qualcuno fare qualcosa di sbagliato. Dire qualcosa di sbagliato. Commettere un illecito o combinare davvero qualcosa di stupido.

E che cosa è successo dopo? Sono arrivati loro: i giustizieri della rete. Ma forse siamo arrivati anche noi a dire la nostra e a bacchettare il colpevole. A dire ciò che non si fa, a sottolineare gli errori commessi, a sbugiardare il colpevole. A insultarlo.

Alle volte la giustizia dei giustizieri non si è fermata al tribunale della rete, la giustizia è arrivata anche al di fuori dello schermo dei vostri smartphone e computer e si è trasformata in un licenziamento. Quando, per esempio, quel dipendente ha detto il proprio punto di vista sul capo in un tweet. Oppure quando il direttore di orchestra ha detto ai bambini che Babbo Natale non esisteva… personaggio in rete ed è stato lapidato

Ah, finalmente, giustizia è stata fatta! Ma siamo sicuri sia così?

Questo libro raccogliendo una serie notevole di quelle che vengono definite “shit storm”, vi fa riflettere su un dettaglio non irrilevante. Prima della rete e dei social, quando commettevamo un errore, questo errore aveva una eco solo nella cerchia di interesse. Facevamo qualche cosa di sbagliato sul lavoro, i nostri amici magari non ne sapevano nulla. Dicevamo qualcosa di stupido a una cena con amici, il nostro capo non lo scopriva…

Adesso tutto è ingigantito e moltiplicato all’ennesima potenza.

Tecnicamente non ci è più concesso di commettere errori. Non ci è concesso di sbagliare e di chiedere perdono, perché la gogna dei moralizzatori è pronta a umiliarci pubblicamente e a punirci: annientando la nostra reputazione senza possibilità di rimediare. E non accade solo ai vip, perché succede anche ai perfetti sconosciuti.

Ma è davvero giusto rispondere agli errori altrui con questa violenza? Non finiamo per essere più cattivi dei cattivi?

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