Libri a Colacione 5 dicembre 2020

 Libri a Colacione 5 dicembre 2020

Tornano i Libri a Colacione, la rubrica di Tutto Esaurito su Radio 105! Questa settimana: Cose che si portano in viaggio di Aroa Moreno Durán e Contagioso di Jonah Berger.


Vuoi ascoltare la puntata? Ecco il podcast!


COSE CHE SI PORTANO IN VIAGGIO
di Aroa Moreno Durán, traduzione di Roberta Bovaia, Guanda, pagine 169, anche in ebook

COSE CHE SI PORTANO IN VIAGGIO di Aroa Moreno Durán, traduzione di Roberta Bovaia, Guanda,

Katia con il padre parla in tedesco e con la madre spagnolo. Katia è tedesca. Katia è spagnola. E vive nella Germania dell’Est. I suoi genitori hanno abbandonato la Spagna durante la guerra civile per sfuggire alla dittatura di Franco.

Katia e sua sorella Martina nascono e crescono a Berlino Est in un Paese che è l’incarnazione del comunismo, la DDR, la Repubblica tedesca, il sogno per suo padre, comunista convinto, che qui cerca la concretizzazione dei propri ideali.

C’è un passaggio elettrico tra emozione e memoria: cervello, neuroni, flash. Una complessità naturale: più è grande l’emozione che suscita, più è facile che un episodio venga ricordato. L’emozione è il filtro e la marea. È la rivoluzione. La nitidezza del ricordo dipende dall’impressione che i fatti producono. Contemporaneamente, si produce una cascata chimica, una scia inarrestabile, che crea dipendenza. È la fine del giudizio critico.

La vita però è dura. Si vive in povertà, i rapporti con l’esterno sono complessi. E lo diventano ancora di più il 13 agosto del 1969 quando viene eretto il muro. Gli abitanti della zona Est si trovano in trappola, controllati dalla Stasi. Non possono più abbandonare legalmente il Paese ma solo fuggire e rischiare la propria vita e la vita della propria famiglia. Perché chi resta, paga per tutti.

Ma ecco che nella vita di questa ragazza ormai quasi ventenne entra Johannes. Lui è uno di quelli che sta dall’altra parte. Lui è un tedesco dell’Ovest. Ma incredibilmente riesce a passare il muro. Lui rappresenta la libertà, il mondo oltre il muro. È di questo che Katia si innamora. Della promessa di una possibilità, di un mondo altro.

È per questo che fugge con lui. È il novembre del 1971, infila quattro cose nella sua borsa: una stilografica; il berretto russo che sua madre non vuole più indossare perché, dice, la fa sentire anziana; il distintivo del PCE (Partito Comunista di Spagna) di suo padre e una mela. Ed è quest’ultima il suo personalissimo “apriti sesamo”, perché è il segnale di riconoscimento, per l’uomo che la deve intercettare e traghettare al di là del muro.

Così Katia si fa una nuova vita ma non smetterà mai di essere quella che ha abbandonato la propria famiglia, non smetterà di sentirsi in colpa. Finché la vita si complica ulteriormente offrendole l’occasione per affrontare il proprio passato.

Asciutta e precisissima, l’autrice ci porta a spasso nella Storia e a tu per tu con i muri, quelli fisici e quelli che costruiamo dentro di noi e ci frammentano irreparabilmente.

CONTAGIOSO
di Jonah Berger, traduzione di Paolo Lucca, Sperling & Kupfer, pagine 256, anche in ebook

CONTAGIOSO di Jonah Berger, traduzione di Paolo Lucca, Sperling & Kupfer

No, niente virus! Il sottotitolo di questo libro è: Perché un’idea e un prodotto hanno successo e si diffondono. E in effetti l’autore di questo libro si interroga sul perché alcune trovate funzionano alla grande, diventando le cosiddette “epidemie sociali” e altre no.

È facilissimo trovare esempi di contagio sociale: pensiamo ai braccialetti di stoffa di Cruciani che in pochissimo hanno spopolato; alla fidget spinner mania, quella specie di trottola che si fa ruotare tenendolo sulle dita di una mano; il sushi; alcune diete; la felpa con il cappuccio; i Pokemon! Ma la questione si fa complicata, quando si cerca di capire perché abbiano avuto successo.

Rintracciare le leggi che governano la potenza di una idea e la sua capacità di diffondersi è una impresa. Certo, il fatto che arrivi qualcosa che migliora un prodotto (pensiamo all’evoluzione della tv o del telefono) o che il prezzo sia più basso e allettante o, ancora, che venga comunicato meglio sono aspetti rilevanti. Ma non bastano i soldi, non basta la comunicazione, non basta la popolarità…

Pensiamo ai nomi. Alcuni si diffondono meglio di altri e si creano delle vere e proprie mode, ma qui non c’entrano i soldi, né la comunicazione. Sta di fatto che tra Chiara e Clara, il primo ha surclassato il secondo e io lo so bene perché entrando in una stanza una chiara la trovi sempre io lavoro con due Chiara, il mio avvocato si chiama Chiara!

In questo saggio troverete moltissime storie. E le storie c’entrano perché alle persone piace condividerle. Le persone amano raccontare, dare informazioni, recensire ristoranti e film… questo è il passaparola e il creare una conversazione intorno alle storie. E il passaparola è molto più persuasivo e pervasivo di una pubblicità perché è più credibile. È ritenuto sincero, obiettivo e quindi affidabile.

E poi il passaparola è più mirato, perché si rivolge naturalmente al pubblico interessato. Non raccontiamo una cosa a tutti ma alle persone che riteniamo potrebbero essere coinvolte da quella informazione. E il passaparola ha una qualità incredibile: è alla portata di tutti. È disponibile per tutti.

E avviene soprattutto offline! Sì, secondo uno studio soltanto il 7% per cento del passaparola avviene online, in rete e nei social. Ci pare pochissimo ma solo perché ciò che accade online è più visibile del resto. Ma noi passiamo ancora moltissimo tempo offline e quel tipo di passaparola continua ad essere più efficace. Anche perché per contagiare online non basta essere online. Bisogna conoscere quello spazio, le sue regole, le sue dinamiche.

Perciò se volete dedicare un po’ di tempo a capire perché alcuni contenuti diventano virali mentre altri no, un viaggio in queste pagine vi regalerà parecchi spunti validi.

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