Tags : Tiziana Lo Porto

Incipit

Il club dei suicidi

La terza volta che ho cercato di ammazzarmi ho usato una corda. L’ho presa dalla cantina, una di quelle che si usano per stendere il bucato. Non dovevo impiccarmi a un ponte né a un albero, per cui ho pensato che non ne servisse una particolarmente robusta. Doveva esserlo quanto bastava per uccidermi. Ho cercato […]Leggi di più

TritaTrame

Warm bodies, Isaac Marion

“Sono morto, ma non è poi così male. Ho imparato a conviverci. Mi spiace di non potermi presentare come si deve, ma non ho più un nome. Quasi nessuno di noi ce l’ha. Smarriti come chiavi di automobili, dimenticati come anniversari. Il mio credo cominciasse per “R”, ma è tutto ciò che so. La cosa buffa è che, fintanto che ero vivo, non facevo che dimenticare i nomi degli altri. Il mio amico “M” dice che uno dei paradossi dell’essere uno zombie è che è tutto buffo, ma non puoi ridere, perché le labbra si sono putrefatte.”Leggi di più