La verità mi fa male, però…

Quali notizie attirano di più i lettori in rete? Sulla mia pelle posso dire che i libri, sono quasi sempre all’ultimo posto. È la dura legge del like. 

3_romantic-library-mdnSe scrivo un post maledicendo una compagnia telefonica: 170 “mi piace”. Se faccio una battuta scema su un refuso: 130 “mi piace”. Se racconto una avventura di SataNana (alias mia figlia): 116 “mi piace”. Se parlo di libri: tre, cinque, al massimo quindici “mi piace” (e i numeri scritti in parola sembrano più grandi e fanno meno male). Però non smetto. Nessun particolare eroismo. È che non ce la farei. Perché, sinceramente, senza storie si sta di schifo. E mi permetto di chiedertelo: tu come fai?

E, ti prego, non mi dire che non hai tempo. Perché visto il tasso disoccupazione e il poco lavoro che gira, di tempo ne abbiamo tutti e pure troppo. E se di tempo ne hai poco, ogni tanto, per le cose belle lo trovi, no? Non dirmi che non hai soldi. Ci sono libri a un euro, libri a prestito, libri in sharing… Il fatto è che tu pensi sia una rottura! Anzi, il fatto è che tu non ci pensi proprio.

BacioIn casa tua libri non ce ne sono. Magari un professore demente, sottopagato e frustrato, ti ha fracassato le gonadi con qualche autore che adesso al solo sentirlo ti gratti. Se accendi la tv, e uno parla di libri, cambi canale. Non è che fai gli scongiuri, ma quasi. Il problema è che sei vittima della più grande fregatura del secolo: ti hanno fatto credere che leggere sia una palla, una sega mentale per intelligentoni (sfigati, asociali, asessuati, brufolosi, occhialuti, noiosi, spostati, strani, isterici, vecchi…). E a te piace ridere, ballare, mangiare, ascoltare la musica, andare al mare, fare casino, bere e scopare! Cose così. Be’, nei libri trovi tutta questa roba e pure qualcosa in più.

Nei libri trovi le parole. Quelle, mica i soldi, servono per capire che cavolo vuoi, provare a esserlo, amare chi ti piace, dirglielo.books,couple,kiss,library,kisses,kissing-ddc3d934a6e51b0be8375cf7d3971ae9_h Anche per dire “no”, quando serve, e “sì” per acciuffare quello che ti garba. Nei libri ci trovi le peggio cose – non te lo dicono, lo so – perché essere cattivi sulla carta si può, nessuno ti sgrida. E persino le cose sconce. Ma sconce sul serio, eh! Trovi la
rivoluzione e la libertà. E gli eroi. E la gente che soffre e che si è sacrificata. E quella che non fa niente di speciale ma lo fa tutti i giorni e così diventa speciale anche lei. Con i libri puoi stare da solo senza essere in imbarazzo, non ci sono silenzi scomodi e puoi pure ridere, senza sentirti uno stupido. Puoi essere figo, cesso, alto, magro… perché le pagine non ti giudicano, al massimo tu giudichi loro. Sono lì per te, non il contrario.

Se non ci credi, scrivimi. Ti consiglierò un libro. E poi un altro, e un altro, e un altro ancora. A far bene l’amore si impara. Ci vuole però l’amante giusto. Con i libri è lo stesso.

P.S. Mi hanno chiesto se sono sbronza per la foto che ho scelto per il pezzo… Be’ sì, al vino guai a dire “no”, ma la scelta è legata alla chiusa del pezzo e all’idea che la lettura sia, per parafrasare la scrittrice Elisabetta Bucciarelli, un costatante stato di innamoramento. Senza contare che il motivo per cui questo post è stato letto e condiviso è anche legato alle immagini scelte. È la dura legge del like, signori!

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65 Commenti

  • Aldo Costa Reply

    27 marzo 2014 at 11:47

    Non raccontare balle alla gente! Io leggo parecchio e infatti mi riconosco perfettamente nel tuo elenco di sfigati, asociali, asessuati, brufolosi, occhialuti, noiosi, spostati, strani, isterici, vecchi!

  • Cristiano Reply

    27 marzo 2014 at 11:49

    è anche da tenere in considerazione che facebook, se il post contiene link a siti esterni, penalizza fortemente il tuo post rendendolo visibile a pochissimi (e saranno sempre meno), al contrario di un banale post con 2 righe qualsiasi, o di una foto (caricata su fb ovviamente).
    E’ la nuova politica facebook.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      27 marzo 2014 at 11:51

      Ciao Cristiano,
      che bella politica!
      Mah… non vorrei essere pessimista, ma quando i link ai siti esterni non parlano di libri piovono comunque i like.

  • polimena Reply

    27 marzo 2014 at 12:05

    Il problema Chiara, è che di libri me ne consigli sempre troppi e non riesco a starti dietro 🙂 Per il resto davvero non so cosa abbia spaventato tante persone al punto tale da allontanarle per sempre dalla lettura. Ci vuole concentrazione. Ci vuole tempo. Ci vuole impegno. Ci vuole pazienza. Ma la ricompensa è spesso (non sempre) superiore alle aspettative!

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      27 marzo 2014 at 14:22

      Polimena, io ti ricopro di libri!
      E diciamo pure che alcuni libri non hanno neppure bisogno di concentrazione, sono così belli che fanno tutto da sé!

      • polimena Reply

        27 marzo 2014 at 15:05

        Vero. E io sto leggendo proprio uno di quelli! Il cardellino di Donna Tartt. Per ora stupendo, non so se lo sarà fino alla fine del poderoso libo!

  • LFK Reply

    27 marzo 2014 at 12:12

    Esagerata. Metti una tua foto in bikini come avatar e scrivi le parole “libri smakkosy per tutti!” quando metti il link di qualche tuo articolo. Altro che 200 like, sfondi la soglia dei mille. Io ci ho provato, ma non funziona. Io non sto bene in bikini.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      27 marzo 2014 at 14:23

      Seee come no… coi bichini c’è troppa competizione. Una fila di bikini che manco a Ferragosto sull’autostrada del Sole 😉
      Al massimo se scrivo: “Libri per fare soldi, subito”!

      • LFK Reply

        27 marzo 2014 at 14:34

        Mi sembra un’ottima tattica. Io li comprerei al volo, ho acquistato al mercato nero una macchina tipografica trafugata dalla Zecca di Stato ma non so come usarla… 🙂

  • vittoriot75ge Reply

    27 marzo 2014 at 12:21

    Può essere che qualcuno (me compreso, lo ammetto) non abbia letto quel particolare libro oppure che lo abbia letto e non gli sia piaciuto 🙂

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      27 marzo 2014 at 14:25

      Ma, Vittorio, qui mica si parla di non amare un libro! Io non ho amato vagonate di libri! Se inizio l’elenco non finisco più…
      Ma anche non amare un libro è una bella esperienza. C’è chi ama portarsi a letto ragazze sbagliate, sai com’è 😉

      • vittoriot75ge Reply

        27 marzo 2014 at 21:29

        Non rientro nell’ultima categoria 😛
        Comunque il tuo ragionamento è sensato: se cliccano un po’ sì ed un po’ no, significa che ti seguono.
        Se ti seguono ma non sono interessati all’argomento libri…mi sa che il suggerimento di LFK non è campato in aria 😀

        • Chiara Beretta Mazzotta Reply

          27 marzo 2014 at 21:47

          Libri smakkosy per tutti!
          Io loVVo i libri!
          Non potete immaginare cosa ha fatto questo libro di incredibile!
          INCREDIBILE da vedere (con foto di ragazza discinta)
          (Come vado?)

          • vittoriot75ge

            28 marzo 2014 at 8:53

            Tagga le parole “sesso” e “porno”, così sei a posto 😀

          • Chiara Beretta Mazzotta

            28 marzo 2014 at 9:35

            Vedi che mi complico sempre la vita, pure quando è semplice! 😉

  • filosofo79 Reply

    27 marzo 2014 at 12:28

    L’ha ribloggato su filosofo79.

  • filosofo79 Reply

    27 marzo 2014 at 12:30

    Un esperimento che ho provato a fare con una persona, è quello di leggere lo stesso libro… quasi un rapporto a tre 🙂

  • Pablo56 Reply

    27 marzo 2014 at 12:37

    Trovo che tu abbia perfettamente ragione….anche se mi piace ridere, mangiare, bere, ballare (quello no), andare al mare (adoro il mare), scopare…..si ma quanto amo leggere, aprire un libro per sentirne il profumo (si proprio “il profumo”)della stampa, della carta..credo di essere un “malato” perchè acquisto più libri di quanti ne riesca a leggere, li compro dicendomi “tanto prima o poi lo leggerò”, sono come quelle persone che, sentendosi in un momento di sconforto, devono gratificarsi facendo compere…ecco la mia gratificazione è comprare un libro che “tanto prima o poi leggerò”.
    Personalmente ti ringrazio per tutti i consigli…e non mollare mai.
    Grazie

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      27 marzo 2014 at 14:28

      Pablo, guarda, ti capisco… con tutte le scarpe che compro avere un solo paio di piedi è una disdetta!
      (Come vedi anche se uno legge, non diventa più intelligente. 😉 )
      Grazie per quello che scrivi. Non mollo, no, non ce la farei!

  • Cristina-Crinviaggio Reply

    27 marzo 2014 at 12:41

    Chiara sei un mito!…quanto è vero quello che hai scritto! mi ritrovo a vedere like esagerati su foto sfocate e sgranate che fanno intravvedere un seno, e io che entusiasta metto la copertina del libro che sto leggendo tutto d’un fiato…beh ti lascio immaginare!…per me leggere è come viaggiare…per altri una perdita di tempo!…non smettere mai!

    • Aldo Costa Reply

      27 marzo 2014 at 13:16

      cri, le tette vincono sempre!

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      27 marzo 2014 at 14:30

      Viaggiare. Ecco. Questa cosa mi manca un po’… e i libri aiutano. Ma che te lo dico a fare? 😉
      Tu continua a postare copertine, il contagio avviene quando meno te lo aspetti.
      Bacio!

  • impossiball Reply

    27 marzo 2014 at 14:44

    io però vorrei spezzare una lancia a favore di quelli che non leggono: insomma, tra questi ci sarà sicuramente qualcuno che magarici ha provato e, non avendo nessun amico a cui chiedere consiglio, nella sua beata ingenuità ha postato una richiesta di suggerimenti su yahoo answers, e si è sicuramente beccato un sacco di proposte da eap-isti e selfisti. Uno, due, tre tentativi, te credo che poi abbandona per disperazione!

    😀 😀 😀 😀 😀

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      27 marzo 2014 at 14:54

      Non pensavo di poterlo dire, ma sì: non leggere, in certi casi, ti salva la vita 😉

  • sandra Reply

    27 marzo 2014 at 15:02

    Le dinamiche del “mi piace” mi sono oscure non essendo su FB, tuttavia in generale ci sono blog (conosco solo i blog, io) deliziosi poco commentati e altri con un sacco di commenti, ola e odi ma di una pochezza. Insomma la solita storia dei gusti. Io poi odio la frase “non ho tempo” non solo per i libri, vedi sostituendola con un più consapevole e onesto “preferisco fare altro” come tutto cambia. Gente che affolla le metropolitane molti social aggeggi in mano, pochissimi libri. Sì, la teoria leggi = super nerd ha fatto stragi, ma arriva anche il momento in cui ci si può affrancare, provare a ragionare da sè. Mah leggere è talmente bello, le storie sono talmente tante, raccontarle, farsele raccontare è una figata pazzesca, mi spiace per chi non l’ha ancora capito. W gli amanti giusti, quelli che creano dipendenza! bacione

  • Tale's Teller Reply

    27 marzo 2014 at 15:32

    Non è quello che credo io, ma quello che credono gli altri, perché è dal loro giudizio che viene deciso il mio posto nella società e non commettere l’errore che possa avere interesse per decidere quello che voglio… a decidere ci pensano gli altri, a me servono solo i soldi per allinearmi ad un canone.

    Il libro è lento, il libro non si evolve, il libro è antiecologico… e le idee, di quelle non parliamo neanche, sono solo un peso, un pericolo e il costante rischio di rimanere frustrati dalla realtà.

    Le parole sono antiche, il linguaggio superato, i metalinguaggi nascono e muoiono nell’arco di mesi e le immagini… loro sono belle, loro non mi costringono a pensare, a immaginare, a ricostruire un pensiero a partire da un insieme di sciocche lettere messe l’una di fila all’altra.

    I contenuti poi… chi vuole una storia complessa, quando bastano dei ritagli di emozione a “arrivare”? Perché cimentarsi nelle traversie di un rapporto, quando posso avere un bignami di orgasmi? Perché abbassarsi al gusto sfuggente delle realtà, quando posso esaltare la mia esperienza culinaria con aromi artificiali, glutammato e pastella?

    Il mercato è questo perché la gente è questa, la gente è questa perché questo mercato è quello che fa circolare il denaro in modo piùveloce, più efficiente e più spregiudicato e… beh, non c’è verità, non c’è giustizia e non c’è morale che si possa opporre al mercato. Esattamente come non esiste ipotesi che possa contrastare un dato di fatto.

    E tutto questo senza assumere alcuna sostanza psicotropa. Minchia quanto mi fa male studiare Diritto. O_O

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      27 marzo 2014 at 21:06

      No, tranquillo, tutto bene (temo una tua reazione), respira, Tales, respira… 😉
      (E intanto compongo il numero dell’ambulanza)

      • Tale's Teller Reply

        29 marzo 2014 at 19:32

        Che bello, mi piace viaggiare in ambulanza.
        Tranquilla, non hai nulla da temere, per lo meno non da me. Per gli altri non garantisco.

        • Chiara Beretta Mazzotta Reply

          29 marzo 2014 at 22:46

          Non ti sottovalutare, dai 😉
          Sciocchezze a parte, amo i commenti sentiti. E lei si fa sentire!

  • Tale's Teller Reply

    27 marzo 2014 at 15:40

    L’ha ribloggato su il dilettevole dilettarsi del dilettante.

  • Marco Siena Reply

    28 marzo 2014 at 8:45

    Con un post polemico si fa il botto di visite, con la recensione di un libro 4 o 5 affezionati che gli danno un’occhiata. Funziona così anche da me…

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      28 marzo 2014 at 9:34

      Caro Marco,
      vedo che mi capisci… che peccato!

      • Marco Siena Reply

        28 marzo 2014 at 12:18

        Per non parlare della musica di nicchia o dei film del Sundance o del Tribeca Festival. Ignorati completamente.
        Poi faccio uscire un post su cosa non funziona nell’ambiente X, e via che arrivano le visite.

        • Chiara Beretta Mazzotta Reply

          28 marzo 2014 at 12:23

          Siamo un Paese di lamentoni e gongoliamo a parlare di rogne e problemi. Me compresa… perché vedi qualcosa che non va, e ti indigni, e senti il bisogno di dire che no, non sei d’accordo.
          Certo, il desiderio di “dire” è pure lo specchio del voler fare qualcosa. Ma non basta.
          E me ne assumo la responsabilità.

          • Marco Siena

            28 marzo 2014 at 12:32

            Ma fai bene a “lamentarti”, anche perché fa parte del gioco esprimere opinioni positive e negative che siano. Ci si sorprende invece a vedere che la gente non ha la curiosità di scoprire cose nuove, né di informarsi su cinema, lettura e cultura in generale.

  • tuqiri73 Reply

    28 marzo 2014 at 9:39

    Dici proprio benissimo,
    come si fa senza?!!! io non ce la faccio! 😉
    e poi, si possono fare pure tutte quelle altre cose, ballare, mangiare, scopare ecc ecc continuando a leggere, pensa te!
    Tomas

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      28 marzo 2014 at 9:48

      Perché tu che leggi – quindi sei una palla – fai tutte quelle cose lì?! 😉
      Anni fa avevano fatto un sondaggio: descrivi il lettore tipo. è venuto fuori un soggetto niente male: brutto, foruncoloso (era specificato sul serio), occhialuto, onanista, sfigato, solitario…
      Idem per la donna. Che era soprattutto zitella, zittellerrima direi.
      C’è da lavorarci insomma 😉

      • tuqiri73 Reply

        2 aprile 2014 at 9:35

        wow, forse su un paio di aggettivi del lettore tipo mi posso ritrovare – uno l’occhialuto, l’altro lasciamo stare 😉 – . sul fare quelle cose, qualcuna, sì, dai, ma non esattamente tenendo un libro in mano come può sembrare dal mio post! ;-)))

  • breisen Reply

    28 marzo 2014 at 9:43

    L’ha ribloggato su Amolanoia.

  • Chiara Beretta Mazzotta Reply

    28 marzo 2014 at 10:07

    Siccome mi han chiesto se sono sbronza per la foto che ho scelto per il pezzo…
    Be’ sì, al vino guai a dire “no”, ma la scelta è legata alla chiusa del pezzo e all’idea che la lettura sia, per parafrasare la Bucciarelli, un costatante stato di innamoramento.
    E per una volta preferivo qualcosa che fosse un tantino più pop di un grafico con stime e percentuali di lettura/lettori o la solita, trita, piletta di volumi…
    Adesso scusate ma torno al mio caffè corretto. 😉

  • Simone Andreozzi Reply

    28 marzo 2014 at 13:32

    Triste verità. Non si vede il “business case” del libro. Ragazzi e ragazze escono e bevono birre per 25 euro ed un libro che ne costa 10 è troppo caro. Anche se secondo me, oltra alla storia, un buon libro deve avere un messaggio perché quello rimane mentre la storia si dimentica con gli anni. questo è il mio personale paradigma che scinde la massa di scrittori in scrittori-veri e grafomani. e mi rendo conto che con l’uso attacco Dostojevskji ai primi e Tolstoi ai secondi. Ma il metro di giudizio, il tuo, il mio, quello di chi non ne usa, bisogna sceglierlo.

  • martinab74 Reply

    28 marzo 2014 at 17:31

    La stanza si ridusse prontamente, finché con qualche breve passo la ladra di libri riuscì a toccare gli scaffali. Fece scorrere il dorso della mano sul primo piano, ascoltando il fruscio delle sue unghie che sfioravano la spina dorsale di ogni libro. Pareva il suono di uno strumento, o un rumore di piedi in fuga. Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l’altro. E scoppiò a ridere. La voce le crebbe acuta in gola, e quando infine si arrestò e rimase immobile al centro della stanza, passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? Avanzò di nuovo e lo rifece, stavolta molto più lentamente, con le palme delle mani protese, per permettere alla loro carne di percepire il minuscolo ostacolo di ogni libro. Era come una magia, come la bellezza, mentre vivi raggi di luce splendevano su un candeliere. Più volte quasi tirò fuori del suo posto un volume, ma non ebbe l’ardire di disturbarlo. Erano troppo perfetti (M.Z)

    ….Anche se il lettore di libri fosse uno su milione, varrebbe la pena lo stesso parlarne, dirne, gridarne… ma credimi, sono più di quello che pensi. Magari non seguono facebook o di schiacciare un tasto con un pollice su non gli interessa… magari stanno facendo altro (leggendo?)…. non smettere mai Chiara! le persone come te ci servono!!!!

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      28 marzo 2014 at 19:43

      Son 4 su 100 quelli che leggono in Italia. C’è da lavorare, insomma, ma è e sarà una gioia farlo, anche grazie a commenti come il tuo. Un abbraccio!

  • Terry Reply

    29 marzo 2014 at 0:18

    Anche nel mio profilo (pensa un po’) capita: se posto senza fare nomi ovviamente di una litigata con qualche mio contatto non solo ricevo tantissimi like, ma addirittura una pioggia di commenti. Chissà… magari le risse sono più interessanti dalla lettura. Oppure, credo che sia il caro e vecchio pettegolezzo che in rete prende la forma del post che si ha a disposizione e questo suscita interesse. Al contrario, se posto o parlo dei miei libri, nessun like, nessun commento. Forse il deserto è più popoloso in confronto e in quel momento rispetto alla mia bacheca. Boh! Hai posteri l’ardua sentenza. In ogni caso, anch’io da lettrice in questo ultimo anno mi sono un po’ allontanata dalla lettura. Questo però è stato scaturito da un libro che davvero mi ha letteralmente lasciata sotto shock. E in tanti anni di onorata carriera di lettrice, non mi era mai accaduto. Ma… come si suol dire: c’è sempre una prima volta, per tutto.
    Ora ho fatto una bella scoperta. Leggere è un modo naturale per prendere sonno la sera (basta leggere qualche paginetta prima di dormire). Non perché il libro sia soporifero, però concentrarsi sulla trama, sui dialoghi e sui personaggi permette senza ombra di dubbio di accontonare quei pensieri o quelle preoccupazioni che magari tengono desti perché appunto angosciosi. Beh… per me che purtroppo faccio fatica ad addormentarmi è stata davvero una nuova e bella scoperta.
    Quindi… i libri hanno anche un effetto “terapeutico” volendo…
    E comunque sì… secondo me alla base questa mancanza di lettori è sintomo che non c’è la voglia di scoprire, non c’è curiosità… Forse sarà una frase già sentita, ma la televisione che veicola in fretta tante notizie e nozioni (certo, non sempre corrette) ha davvero tolto il piacere di leggere un buon libro.
    Quanti di noi ad esempio se stacchiamo un attimo dalle attività che svolgiamo non ci sediamo subito in poltrona e accendiamo la TV alla disperata ricerca di qualche programma che ci allieti, in qualche modo. Certo… è un piacevole momento di evasione, non va assolutamente demonizzato. Però… nessuno dice o pensa: “Okay, ora mi riposo. Leggo un buon libro”.
    C’è da dire di contro che il cinema sta riportando l’interesse verso la lettura. Quanti film sono stati tratti da romanzi? Soprattutto ultimamente? Tantissimi! E molto spesso le persone dopo che vedono il film, acquistano il libro (con la copertina magari che riporta gli attori del film) subito dopo. E questa è una buona cosa. Un buon fenomeno. Da non sottovalutare.
    Occorre essere più fiduciosi. Come affermi bene nel tuo post: si educa alla lettura fin da giovani. E’ probabile che la lettura forzata di qualche autore classico scolastico abbia generato un trauma collettivo nella gioventù. Chi lo sa…

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      29 marzo 2014 at 16:49

      Il mio arravvo sui like era provocatorio ma i numeri qui c’entrano eccome. Se esci per strada e incontri cento persone la statistica dice che solo 4 di loro leggono. IL resto non lo fa mai. MAI.
      In Germania (saran noiosi i tedeschi ma…) 80 persone su 100 leggono.
      Direi che fa impressione.
      Ovvio che abbiamo tante attività tra cui scegliere. Io adoro i film, le serie tv, esco, sono una web dipendente eppure leggo. Non sono le altre proposte il problema. Qui non è che uno dice non leggo ma guardo un film. La prima opzione, semplicemente, non la contempla. Anche perché spesso non ha libri in casa… ed ecco che, forse, un ebook ci salverà.
      Un bacio, Terry!

  • aboer65 Reply

    29 marzo 2014 at 7:02

    I libri sono un universo a parte, da scoprire pian piano immergendosi in una fantastica avventura. Per leggere bisogna amare i viaggi avventurosi: sfigati, asociali, noiosi e vecchi (dentro) sono quelli che non leggono!
    Ciao e complimenti per il bellissimo e,appassionato, post,
    Andrea

  • SfS Reply

    29 marzo 2014 at 7:13

    A dimostrazione del fatto che i lettori forti sono persone “normali”, e anche divertenti!

    😉

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      29 marzo 2014 at 16:51

      Ovviamente stai parlando di te 😉
      (Aggiungi anche scemi, e qui si parla di me… grazie)

  • Nicola Losito Reply

    1 aprile 2014 at 18:23

    Conosco il problema e ti capisco. Anch’io sono un malato di libri e mi piacerebbe condividere queste esperienze di lettura nel mio blog. Purtroppo vedo che è tempo perso. Non c’è verso di interessare i miei followers. Pensa ne ho collezionati 275 e, a parte lo zoccolo duro di una ventina che mi segue comunque, gli altri 255 sono inesistenti. Non so nemmeno perché si siano iscritti al mio blog. Molti furbetti lasciano un like, senza avere letto un rigo… 😀
    Nicola

  • impossiball Reply

    8 aprile 2014 at 16:08

    Ecco una cosa che mi ha fatto pensare a te: leggi questo pezzo per poi dirti “oh, vabbè, allora c’è speranza”. Poi leggi i commenti e aggiungi “a patto di dar fuoco agli adulti”. -___-”’

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      8 aprile 2014 at 21:58

      Grazie, per il 50 per cento buono. Anzi, ottimo!
      Il resto sono chiacchiere, perlopiù, di gente con ego sotto steroidi che si fa bella perché legge. I classici, ovvio. Anzi, gente così i classici li rilegge ché li ha già letti, straovvio.
      (Ma ci sono anche i commenti sani… e pure cervelli salvi!)

      • impossiball Reply

        9 aprile 2014 at 8:37

        Quando ti ho linkato l’articolo, su 6 commenti ce n’erano 5 da napalm. Cmq, confermo, per esperienza diretta, che sicuramente nascere e crescere in una casa piena di libri aiuta, e parecchio. Ma, a mio modesto avviso, se poi i libri sono tutti superclassici noiosi per un teenager, come si dice a roma, è cazz’ e tutt’uno (“è inutile”): serve che ci siano libri adatti all’età dei marmocchi, in modo che la crescita sia sempre accompagnata dall’idea che i libri siano una cosa interessante. Non è che se ai miei figli piacciono questo o quest’altro allora sto tranquillo per tutta la vita, tra qualche anno me li tirerà – giustamente – appresso.

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