Libri a Colacione (dal Salone) # 23

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#VOLTAPAGINAL'amore involontario
L’amore involontarioChiara Marchelli, Piemme, p. 277 (15,50 euro) anche in ebook
Un fratello e una sorella. Qualcosa tra loro si è spezzato. Lui ha una moglie e un figlio. Lei è una famosa scrittrice. Ed è stato proprio un libro (di successo) a rompere questo legame. Però adesso Irene/Nina è in ospedale, in fin di vita dopo un grave incidente, e Riccardo questa storia, la sua, la loro, deve proprio avere il coraggio di affrontarla. Gli tocca fare i conti con tutto il bene che c’è stato e il rancore che c’è ancora. Glielo dice perfino la dottoressa, in quella stanza asettica di un ospedale newyorkese: “Le parli (…) dicono che non giovi solo a loro. Le farà meno paura, se le parla”. Ecco un romanzo che parla di famiglia, di lutti, di legami. Per tutti quelli che conoscono la potenza dell’amore, amore di cui alle volte vorresti fare a meno, liberartene ma non puoi, perché è forte e involontario. Come il battito del cuore.

L'uomo che credeca di essere Riemann#DAGUSTARE
L’uomo che credeva di essere Riemann, Stefania Piazzino, edizioni e/o, p. 134 (15 euro)
Ernest Love è un professore di matematica ed è inequivocabilmente impazzito. Perché? Be’ solo rivelarvi che la sua delicata situazione dipende da un certo Bernard Riemann. Il signore fu un matematico tedesco dell’Ottocento e tra le tante cose si è occupato di numeri primi e soprattutto di un certo teorema che ha a che vedere con gli zeri, una teoria che se dimostrata (ci si sono arrovellati in parecchi) influenzerebbe l’informatica e soprattutto la crittografia, e quindi pure la finanza e le transizioni bancarie… bene, come vi dicevo il nostro Ernest Love è impazzito ed è certo di essere proprio quel Bernard Riemann. A occuparsi dello sdoppiamento di personalità uno psichiatra che però, più che interessato al caso clinico, pare esserlo a quello matematico e con lui ai profitti derivanti dalla soluzione dell’annoso teorema. Se pensate che la matematica sia un linguaggio e le formule, poesia. Leggetelo!

#BELLISSIMIMaschio-bianco-etero
Maschio bianco eteroJohn Niven, traduzione di Marco Rossari, Einaudi, p. 362 (18,50 euro) anche in ebook
Kennedy Marr vive in California. La terra promessa per uno che scrive sceneggiature per il cinema. Senza contare che Hollywood – feste, donne e alcol – non è niente male per un donnaiolo impenitente. Lui – egocentrico, di successo – è l’emblema dell’uomo arrivato, politicamente scorretto ma decisamente goduto. Peccato che la creatività cominci a scarseggiare. Niente idee, niente storie. Niente soldi! E siccome i guai non vengono mai soli, ecco che l’agenzia delle entrate lo pizzica pretendendo il saldo dei debiti che ha accumulato negli anni con il fisco. E quindi? A Marr tocca accettare un premio letterario prestigioso ma scomodo: prevede che si trasferisca – per un anno – in Inghilterra a insegnare – udite, udite! – scrittura creativa agli studenti dell’Università di Deeping (il tutto per mezzo milione di sterline). Inutile dire che Kennedy non è entusiasta soprattutto perché nello stesso campus vivono la sua prima moglie e figlia (e andare in Inghilterra significa anche avvicinarsi all’Irlanda dove vivono sua madre, morente, e suo fratello). Roba del passato, roba che lui preferirebbe ignorare e lasciare dove sta. Per tutti quelli che lo sanno: per diventare adulti non è mai troppo tardi!

5 Commenti

  • sandra Reply

    12 maggio 2014 at 10:00

    oH IL primo mi sta già facendo piangere. Come? Dovrei darmi una calmata dopo gli acquisti compulsivi del salone? NOOOO impoTTibile. E poi dopo averti rivista mi sono sentita così fiduciosa nel mondo bello dell’editoria, quella parte che ti fa credere che esistano persone in gamba che lavorano duro, nonostante tutto.
    W il Salone è una gran festa di pagine e persone.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      12 maggio 2014 at 10:22

      La tua entrata a effetto, tipo scheggia impazzita, chi se la dimenticherà mai?!
      Il Salone (così zittiamo tutti gli snob, rognosi e pessimisti) è una festa e va presa come tale!
      (Poi mi ricordi il nome di quell’autrice? Un bacio)

      • sandra Reply

        12 maggio 2014 at 10:31

        Lizzie Doron vive tra la Germania e Tel Aviv, pubblica con Giuntina. Grazie!!! : )

  • Aldo Costa Reply

    12 maggio 2014 at 11:54

    Dei tre punterei sul secondo, per empatia e per esclusione. Escluderei il primo e il terzo perché sono un po’ stufo di libri in cui uno dei protagonisti è uno scrittore. Per lo stesso motivo lascerei senza lavoro anche lo sceneggiatore del terzo book. Per il teorema della sottrazione multipla, rimane il matematico fuori di melone, che mi sembra una bella idea. Averti vista al salone mi ha fatto bene, ma una dose da 6 minuti non mi basta e sono tornato acido come prima. Ecco.

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