Rabbia

chuck palahniuk RabbiaE per gli Scelti da voi, lo spazio dedicato alle vostre recensioni, grazie a Monica Bauletti che ci racconta Rabbia di Chuck Palahniuk.

Rabbia Chuck PalahniukHo letto questo romanzo con molto interesse e curiosità. Trovo che questa opera sia un esempio di grande capacità narrativa. L’autore non ha descritto personaggi, ha creato individui unici, originali e completi. Già dalle prime pagine sono identificabili le loro peculiarità e sono completamente visualizzabili anche senza nessuna descrizione fisica da parte dell’autore. Palahniuk non spreca termini per disegnare facce, corpi o lineamenti, ma con pochi tocchi dipinge scene perfette nella mente del lettore. Le sue scenografie orrende e disgustose, cruente e viscide, estremamente realistiche, chiare e limpide supportano una realtà talmente inverosimile che quasi convincono della loro verosimiglianza.

La genialità dell’autore colpisce fin da subito dimostrando una padronanza della trama unica e impareggiabile. Ci dona la visione di un mondo descritto attraverso esperienze e aneddoti raccontati da quello che potremmo definire “il popolo spettatore”. Trascina sul palcoscenico, sotto un riflettore, persone comuni, reclutate lungo la strada del viaggio intrapreso dal protagonista, pone loro in mano un microfono e li esorta a parlare di Rent, ricostruendo così la sua fantastica vita e la sua assurda esistenza. L’insieme di tutte le tracce che ogni personaggio sembra ansioso di raccontare, ricompongono la biografia di questo soggetto quantomeno strano e inverosimile che incarna in se vizi, aberrazioni e disillusioni di una società malata che arranca alla ricerca della verità sommersa sotto strati di indifferenza, di ideali dimenticati e santi perduti.

La rapida sequenza dei fotogrammi raccontati, riproduce dunque la storia del protagonista ma, dietro al suo primo piano possiamo vedere lo scorrete della vita di chi racconta e di un mondo quasi normale dove vivono: il vicino di casa, la collega, l’amico e il nemico, un figlio, un padre, lo zio, il passante eccetera. tutto un universo di vite racchiuse in un album raccontato. Un mondo di persone riconoscibili che vivono una vita normale e al contempo inimmaginabile dalla quale emergono gli orrori e le poche virtù di vite passate, presenti e, ahimè, presumibilmente future. La grandissima idea di questo scrittore assale il lettore impattando al primo approccio con lo schianto di una narrazione inconsueta, uno stile magistrale, una storia incredibile. Ben cerca l’autore di introdurre il suo modus operandi “avvisando” il lettore che si tratta di un racconto orale e che attraverso l’intervista di molti personaggi verrà ricostruita la singolare biografia dell’interprete principale dopo la sua scomparsa. Ciò nonostante non so quanti siano veramente pronti ad affrontare la forza degli eventi contenuti nel testo. Il mio personale consiglio è  liberare la mente da qualsiasi aspettativa e preconcetto prima di aprire le pagine di questo romanzo e di aspettarsi qualsiasi cosa accettando con serenità e simpatia gli eventi raccontati liberando il disgusto e l’orrore e sorridendo all’inverosimiglianza di quanto esula dalla nostra conoscenza terrena.

RabbiaChuck Palahniuk, traduzione di Matteo Colombo, Mondadori, p. 357 (10 euro)

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