Miracoli, arte e attese

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#VOLTAPAGINALa pace come un fiume
La pace come un fiume, Leif Enger, traduzione di Laura Pugno, Fazi, p. 381 (12 euro)
Siamo in Minnesota negli anni Sessanta. Il protagonista di questa storia si chiama Reuben, ha undici anni e due fratelli: Davy che è più grande e crede di potersela sempre cavare da solo e Swede, otto anni e una passione per la poesia e le storie western. Tutti e tre vivono insieme con il papà Jeremiah. Un papà che da tanti è considerato un perdente, un fallito che è stato pure mollato dalla moglie. Un papà speciale per Reuben, quello che gli ha salvato la vita, un uomo magico, miracoloso. Ma ecco che un giorno Davy se la deve vedere con due teste calde: la contesa degenera e il ragazzo per legittima difesa imbraccia il fucile e uccide gli aggressori. Imprigionato, Davy però fugge. E così il resto della famiglia, a bordo di un camper, comincia a cercarlo disperatamente sperando di trovarlo prima dell’FBI. E sarà proprio nel mezzo delle foreste e delle praterie sconfinate che Jeremiah potrà dimostrare ciò di cui è capace. Preparatevi a conoscere dei personaggi speciali in questa avventura on the road raccontata dallo stesso Reuben. Un libro per chi ne è certo: ciò che accade lo fa per un motivo, bisogna solo avere fede.

curator#DAGUSTARE
Curator. Autobiografia di un mestiere misterioso, Francesco Bonami, Marsilio, p. 143 (16,50 euro) anche in ebook
“Bisogna possedere una buona dose d’ignoranza, una d’incoscienza, un’ottima dose di coraggio, una certa imprudenza e una gran fortuna”. Per fare che? Per fare il curatore. Un mestiere misterioso, come recita il sottotitolo. Non è (solo) la biografia di un lavoro, è la biografia di Francesco Bonami – curatore e critico d’arte – che fa sul serio ma non si prende troppo sul serio e con buona dose di spirito ci regala qualche chicca/segreto del mestiere e giudizi – urticanti alcuni – su colleghi e artisti. Andrete a zonzo per il mondo e per il tempo, scoprendo delle vere e proprie star, sponsor milionari, manager, collezionisti, galleristi, direttori di museo, aneddoti e soprattutto carognate che Bonami ha dovuto digerire nel corso della propria carriera. Quindi, alla fine, cosa sarebbe di preciso un curatore? “Un artista non bravissimo, un collezionista senza soldi, un romanziere così così.” Se avete bisogno di una buona dose di sincerità (sorridente), questo è davvero il libro per voi.

#BELLISSIMIQuando gli uomini sono via
Quando gli uomini sono via, Siobhan Fallon, traduzione di Silvia Bre, Nottetempo, p. 260 (16,50 euro)
Fort Hood è una base militare. Meg, Natalya, Helena… hanno tutte una cosa in comune le donne protagoniste di questi otto racconti: aspettano. Aspettano i loro uomini di stanza in Iraq. Ed è molto difficile pacificare la normalità del quotidiano con questo eterno senso di sospensione. Vivere come niente fosse, pur sapendo che dall’altra parte del mondo proprio marito rischia la vita; trovare la voglia di andare a fare la spesa, cucinare (e non comprare solo cibi non deteriorabili da spedire in un pacco a dodicimila chilometri da casa); lavorare per distrarsi, tutti i giorni, in quello spazio infinito tra una partenza e un ritorno. A queste donne tocca resistere; aggrapparsi a una mail,  all’ennesima telefonata troppo disturbata e alla speranza che tutto vada bene. Mentre gli uomini sono in missione, restano famiglie in bilico, case troppo silenziose, mogli cui manca un appoggio fondamentale. E quando questi uomini tornano, cercano di reinserirsi, cercano di ricordare le regole di una vita civile che ha bisogno del libretto di istruzioni. L’autrice sa bene di ciò che parla, perché è la moglie di un marines e la figlia di un reduce del Vietnam. Per chi si interroga sul senso del dovere (di chi sta e di chi va).

 

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3 Commenti

  • adriano Reply

    6 ottobre 2014 at 13:17

    “La pace come un fiume” messo subito in lista. Il secondo scartato a priori, non si può pagare 16,50€ per neanche 150 pagine, il terzo mi incuriosiva, ma non sono tipo da racconti, non trovi neanche il tempo di affezionarti ai personaggi.

  • Colui che vincerebbe il Tramiro se non ci fosse CBM in commissione... Reply

    6 ottobre 2014 at 13:57

    E perché mai Adriano caro?!… Fossero tutti “raccontini” brevi come ‘Le notti Bianche’, ‘Todo Modo’, ‘Il vecchio e il mare’, ‘Gente del Wyoming’, ‘Colazione da Tiffany’, ‘L’albergo rosso’ ecc. ecc. ecc.

    • adrianoadriano27 Reply

      6 ottobre 2014 at 17:03

      Ci credi che non ho letto nessuno di questi racconti? Non so forse sono scemo io, ma il fatto di leggere un qualcosa di breve, dove entri e poi esci nel giro di poche pagine non mi convince. Sicuramente sbaglio io e proverò a rimediare al più presto 🙂

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