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Speciale San Valentino

Tornano i consigli da leggere! Oggi dedicati alle storie d’amore e di cui innamorarsi. Si parte con Niente è per caso di Maria Venturi, si prosegue con La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin di Enrico Ianniello. E per chiudere in bellezza Un amore sbagliato di Giulia Alberico.

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VOLTAPAGINANiente è per caso Maria Venturi
Niente è per caso, Maria Venturi, Rizzoli, p. 371 (18 euro) ebook (9,99 euro)
Marta e Billy si incontrano d’estate, a Viareggio. Hanno ventanni e bisticciano tutto il tempo ma passano pure due mesi indimenticabili. C’è la passione, quindi, ma non il coraggio di iniziare una storia per davvero. Soprattutto perché Billy, concreto, pragmatico, deve fare i conti con i suoi progetti per il futuro e con Cristina, la sua ragazza storica… così si scrivono, si odiano pure un bel po’ e per lettera si lasciano. Passano gli anni ma, come detto, fingere che qualcuno non esista è un trucco che non funziona granché con il destino che, ovvio, ci pensa lui a complicare le cose. Nel frattempo Marta la sognatrice parte con il padre per il lago d’Iseo. Sta cercando di gestire un momentaccio e ha bisogno di andare via… la sua storia con Stefano, tra una promessa e l’altra, rimane clandestina ché lui giura e spergiura ma la moglie non la lascia mai. Ed è proprio in un agriturismo che lo incontra. Chi? Indovinate un po’? E se pensate che questa sia la fine, no, è solo l’inizio! Per chi crede al destino e che l’amore sbagliato sia alle volte esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.

DA GUSTARELa vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, libro di Enrico Ianniello
La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, Enrico Ianniello, Feltrinelli, p. 267 (16 euro) ebook (10,99 euro)
Siamo in Irpinia e Isidoro nasce in una famiglia speciale. Figlio di Quirino (un tipo decisamente bizzarro, un un sindacalista di una piccola fabbrica che fa del suo strabismo una virtù, ché lui vede più degli altri, un poeta) e di Stella, una mamma mamma (dal passato un po’ misterioso) bravissima a fare la pasta. E pure Isidoro è speciale, prodigioso dire, ché lui prima ancora di parlare sapeva fischiare. Sì, perché le sue corde vocali hanno una conformazione particolare, così lui può parlare con gli umani, ma pure con i merli. E crescendo – lo incontriamo che ha dieci anni – Isidoro diventa amico di un merlo indiano, Mattinella. E questi due che si inventano? Un vocabolario di fischi un fischiabolario da insegnare a tutte le persone oppresse così che possano comunicare tra loro, organizzarsi, e fare una rivoluzione pacifica che gli porti finalmente felicità che si meritano. Ma la felicità purtroppo dovrà attendere perché il destino ha in serbo un evento molto traumatico, il terremoto… Per chi ben ricorda l’Idrolitina e per chi ama le parole e i suoni delle parole ché l’amore senza le parole per dirlo, cosa sarebbe?

BELLISSIMIUn amore sbagliato, Giulia Alberico
Un amore sbagliato, Giulia Alberico, Sonzogno, p. 171 (15 euro) ebook (9,99 euro)
Lea è un’insegnante, una donna seria che ama il proprio mestiere, la sua famiglia, i suoi bambini. Sentimentalmente però non è appagata. Sta con Stefano da 10 anni ma la loro relazione ormai è freddina. Lui è tutto dedito al lavoro e quindi Lea è come se fosse fuori dalla sua inquadratura, non c’è posto per lei né ci sono attenzioni. Però, durante un convegno, Lea incontra Marco. E “Sapere che c’era – da qualche parte nel vasto mondo – che si soffiava il naso, leggeva il giornale, appendeva il cappotto in un ristorante, si allacciava le scarpe, tutte queste minute cose che lui, da un’altra parte, faceva, la riempiva di stupefatta fierezza, di un sentimento verticale, solido, concreto, buono. Come il pane, come il gattò di patate che adesso le veniva più morbido. Anche Stefano se n’era accorto.” Finché però Lea scopre che Marco ha una relazione. Con Carlo. Toccherà fare delle scelte ma per farle Lea dovrà conoscersi meglio, riconoscersi e ritrovarsi. Per chi lo sa: sapere chi siamo stati e da dove veniamo, ci permette di desiderare, cioè di sapere ciò di cui abbiamo bisogno e magari, pure, ottenerlo.

Dedica Libro
Cristina
scrive: “Teo, con tutto l’amore che produciamo, Catania la illuminiamo noi! Per te I cento sonetti d’amore di Neruda, così non rimani senza parole belle. Ti amo!”

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7 Commenti

  • sandraellery Reply

    14 Febbraio 2015 at 10:53

    Maria Venturi per il genere rosa ha fatto, secondo me, la storia della narrativa italiana. Prolifica da matti tra l’altro. I primi li ho divorati, poi ho un po’ smesso, ma insomma per me rimane una top. Happy Valentine!

  • Aldo Costa Reply

    15 Febbraio 2015 at 0:03

    Chiedimi qual è il più bel libro d’amore che ho letto.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      15 Febbraio 2015 at 0:17

      Aldo, come va? Scusa se ti scrivo adesso ma avrei una domanda: qual è il più bel libro d’amore che hai letto?

  • Aldo Costa Reply

    16 Febbraio 2015 at 11:50

    Grazie per la domanda. E’ “amore senza fine” di Scott Spencer. Credo che non l’abbia letto nessuno, ma Zeffirelli ne ha tratto un pessimo film con Brooke Shield tanti anni fa. Se ritrovo la recensione che scrissi a suo tempo, te la faccio avere.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      16 Febbraio 2015 at 11:56

      Non l’ho letto! Se è bellissimo ci sta che ne abbiamo tratto un film bruttissimo… 🙂 Attendo curiosa la recensione!

  • Aldo Costa Reply

    16 Febbraio 2015 at 11:55

    trovata, è di qualche anno fa

    Amazon ce l’aveva nella versione originale “Endless love”. In libreria, invece, non ho trovato traccia di “Amore senza fine” di Scott Spencer, Mondatori 1980, e la commessa, che mi dice con orgoglio di non averlo mai sentito nominare, ha l’aria di una che dell’amore non ha visto neppure l’inizio. Pare che sia fuori catalogo. Le possibilità di procurarselo sono dunque legate alla disponibilità nelle biblioteche comunali. Io l’ho trovato in casa e mi sono preso la cotta passando nei pressi della libreria del soggiorno. Un titolo del genere avrebbe dovuto tenermi alla larga, ma l’ho aperto ugualmente ed è stata l’ultima cosa che ho fatto nella mia vita da cinico. Procuratevelo e provate anche voi, è facile: CTRL X e ti taglia via dalla tua vita; CTRL V e ti incolla in quella di David, il protagonista del romanzo, quello che a diciassette anni incendia la casa della fidanzata per apparire poi come il suo salvatore. Durante la lettura non c’è modo di fare ESC. Vale a dire che non si può smettere di essere l’ombra di David. Spencer ha una scrittura che definirei grassa, quella che ti spiega un concetto in modo chiarissimo, esemplare, poi però non si accontenta del risultato, che è la comprensione, e ti condisce i fatti con alcuni, piccoli, burrosi particolari, che ti toccano dove sei sensibile e ti fanno capire che il libro sta parlando proprio con te.
    E così ritrovi sentimenti che avevi dimenticato nel congelatore, passioni di cui avevi perso memoria e ricordi che vivevano sbiaditi in attesa di resurrezione.
    Zeffirelli ha pensato di trarne un film nel 1981, con Brooke Shields nella parte di Jade. Non ne so niente, ma le recensioni che ho trovato in rete consigliano di starne alla larga. Invece se capita lo vedrò, perché il bisogno di rientrare ancora in quel mondo, dal quale l’ultima pagina con la parola fine mi ha espulso, è ancora forte una settimana dopo.
    Anche il sesso non manca. In“Amore senza fine” ce ne sono almeno dieci pagine consecutive, nelle quali Spencer non risparmia nessun particolare e che, a differenza di tutte le pagine erotiche che ho incontrato – tranne forse quelle di Henry Miller in Tropico del Cancro – non imbarazzano per la banalità delle situazioni e lo squallore delle parole utilizzate. Qui il sesso è nudo, ma tu, lettore, ti senti a tuo agio perché Spencer, Dio lo benedica, a letto ti ci porta dopo 300 pagine di preliminari, quando non ne puoi più. Qui si misura l’abilità dello scrittore: Spencer non ti assegna la triste parte del voyeur, bensì quella del glorioso protagonista. Accettarla è obbligatorio e quando il libro finisce, soffrire è automatico.

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