Scrittori anonimi

BlisterNews 25 marzo

#BlisterNews le notizie in breve dal mondo dell’editoria ► Scrittori anonimi ► Il grande “sì” (ma con riserva) ► Serra e il lavoro misterioso ►Lee Bo, l’editore scomparso è tornato ma…

► NEWS
Mondazzoli. E alla fine (come previsto) l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha detto sì. Sì all’acquisizione di Rcs da parte di Mondadori. Un sì con riserva perché dovranno essere adempiuti una serie di obblighi:

  • la cessione della casa editrice Bompiani e della partecipazione in Marsilio (dovrà essere nominato un fiduciario incaricato del controllo di entrambe le operazioni approvato dall’Autorità).
  • Rinuncia alle clausole di opzione, preferenza e prelazione nei contratti con gli autori, sottoscritte o da sottoscrivere da Mondadori e RCS Libri, relative a opere di narrativa e saggistica sia italiane sia straniere (con l’esclusione di Marsilio, Sonzogno e Bompiani).
  • Messa a disposizione del catalogo di ebook alle piattaforme di vendita che ne faranno richiesta.
  • Messa a disposizione del catalogo a operatori attivi e potenziali nella distribuzione di libri di varia alla grande distribuzione.
  • Vincoli volti a garantire presenza e visibilità dei libri di editori terzi nella rete di vendita Mondadori.
  • Finanziamento economico di 225.000 euro per l’organizzazione e la gestione della fiera Più Libri più Liberi nelle prossime tre edizioni.
  • Non peggioramento delle condizioni contrattuali applicate alle librerie indipendenti e di catena.
  • Donazione di libri a istituti scolastici e biblioteche pubbliche, carceri minorili e ospedali.
  • Prosecuzione e sviluppo del progetto «In libreria per la classe» che prevede attività e laboratori nelle librerie per insegnare il piacere della lettura.
  • Obbligo di informare l’AGCM sulle azioni intraprese “per dare efficace e completa attuazione alle misure prescritte”.

Prescrizioni della validità di tre anni e sei mesi dalla pronuncia dell’Antitrust, mentre il divieto per Mondadori di riacquistare Bompiani e Marsilio ha validità di dieci anni.

Per Rcs l’anno si è chiuso con un risultato netto negativo per 175,7 milioni di euro, rispetto ai -110,8 milioni del 2014. Le “Attività destinate alla dismissione e dismesse”, in Lee Bo libraio scomparsocui è inserita l’Area Libri hanno segnato un meno 38,8 milioni di euro. L’obiettivo per il 2016? Un più 40-45 milioni di euro.

Pechino. È tornato a casa Lee Bo, il libraio di Hong Kong, scomparso il 30 dicembre scorso. Oltre a lui altri quattro librai collegati alla casa editrice Mighty Current e alla Causeway Bay Books, che pubblicano libri di gossip politico sgraditi a Pechino. Lee Bo ha chiesto che il caso venisse chiuso e si è definito irritato per l’effetto provocato dalle voci legate alla propria scomparsa. Non ha però fornito spiegazioni in merito, dicendo di essersi semplicemente recato in Cina.

Perché un autore si firma con pseudonimo? Se lo chiede il Post passando i rassegna i casi di anonimato più famosi. A partire da Elena Ferrante che, da ben 24 anni, nasconde la propria identità. Anne Cécile Desclos (1907-1998), autrice, giornalista e traduttrice scrisse per tutta la sua carriera con il nome Dominique Aury. Nel 1994 rivelò di essere anche Pauline Réage, l’autrice di Histoire d’O romanzo erotico per anni era stato attribuito adHistoire d’O autori uomini. Ben 40 anni di anonimato. Il più lungo? Quello di A.M. Barnard che a metà Ottocento pubblicò quattro romanzi dell’orrore. Nel Novecento gli studiosi capirono che si trattava di Louisa May Alcott, l’autrice di Piccole donne. In passato che le donne usassero un nome maschile era cosa comune. Ma lo pseudonimo è stato usato da scrittori famosi per cimentarsi con altri generi, per una sorta di fuga dalla fama, per ragioni di sicurezza e pure a causa di un nome che non piaceva (Alberto Moravia alias Pincherle, Italo Svevo/Aron Hector Schmitz, Umberto Saba/Poli, Carlo Collodi/Lorenzini, Curzio Malaparte/Kurt Erich Suckert, Liala/Amalia Liana Negretti Odescalchi, Sibilla Aleramo /Marta Felicina Faccio).

E dopo Feltrinelli, anche Einaudi dice no al Premio Strega. Rizzoli ci sarà con Edoardo Albinati, la Mondadori sta ancora valutando. Ci sarà di sicuro Frassinelli, con La figlia sbagliata di Raffaella Romagnolo. Garzanti punta forte su Vittorio Sermonti, Giunti su Antonio Moresco. Skira si presenta con Quando Roma era un paradiso di Stefano Malatesta, Marsilio con Non adesso, per favore di Annalisa De Simone. minimum fax dovrebbe presentare Giordano Meacci, Tunué Luciano Funetta e Fandango Flavia Piccinni. Certe le candidature di Rossana Campo (Ponte alle Grazie), Elena Stancanelli (La Nave di Teseo), Demetrio Paolin (Voland), Valentino Zeichen (Fazi), Luigi De Pascalis (La Lepre edizioni), Amy Pollicino (Edizioni Anordest), Gordiano Lupi (Historica edizioni) e Alessandra Altamura (Il Foglio Edizioni). Le candidature si chiudono l’1 aprile.

► AGENDA
Nel 1842 nasceva lo scrittore e poeta Antonio Fogazzaro. Famiglia molto credente – una sorella suora, un fratello prete – che influenzerà la sua scrittura (non a caso il rapporto tra fede religiosa e progresso scientifico è centrale nella sua produzione). Tra le sue opere: Piccolo mondo antico (Soldati ne fece film con Massimo Serato e Alida Valli), Piccolo mondo moderno, Il santo, Leila.

Nel 1973 nasceva lo scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi vincitore del premio Bancarella con il romanzo Il suggeritore.

Michele Serra e il social media manager► LA PUNTURA
Più che una puntura oggi è una fiala di ricostituente. E la facciamo a Michele Serra che ne L’amaca, la sua rubrica su “la Repubblica”, si stranisce per un mestiere ormai vecchiotto: il social media manager. Non dico conoscerlo il mondo, ma fingere di abitarlo, per scriverne, servirebbe. Anche dall’amaca, sì.

► IN LIBRERIA
Quanti libri sono usciti? Oggi sono 5. Per la classifica dei più venduti nelle ultime 24 ore: al primo posto Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore di Susanna Casciani (Mondadori), al secondo Il bazar dei brutti sogni di Stephen King (Sperling e Kupfer), al terzo Io prima di te di Jojo Moyes (Mondadori).

► PER APPROFONDIRE LE NOTIZIE

<

4 Commenti

  • Massimo Rainer Reply

    25 Marzo 2016 at 18:28

    I motivi per cui un autore scrive sotto pseudonimo possono essere i più disparati. Per quanto riguarda il sottoscritto, si tratta di una ragione semplicissima: svolgo un lavoro che mi porta quotidianamente a contatto con il pubblico e non desidero che l’attività della scrittura, per me necessariamente secondaria, interferisca con la mia professione principale.
    Due domande:
    1) un “sì” condizionato come quello dell’operazione Mondazzoli, con tutta questa serie di paletti e obblighi, è un vero “sì”?
    2) com’è possibile che vi sia un premio letterario i cui competitors non sono ancora stati pubblicati ma già si conoscono?

    Un caro saluto e Buona Pasqua.

    M.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      25 Marzo 2016 at 18:33

      Tu rientri infatti nella categoria “ragioni di sicurezza”. E mi pare molto sensato.
      Il sì, in realtà, è un ni o un so. E ancora non capisco bene i soldi dati a Più libri più liberi… il criterio di assegnazione, intendo.
      E la risposta al punto due è: non dovrebbe essere possibile.
      Buona Pasqua!

  • Barbara Reply

    30 Marzo 2016 at 16:43

    “…si stranisce per un mestiere ormai vecchiotto: il social media manager.”
    Ognuno potrebbe…studiare un pochino prima di scrivere.
    Ma siamo sicuri che Serra non abbia cambiato ghostwriter per i suoi articoli??? 😛

Lascia il tuo commento

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password