Il vincitore del Premio Strega 2017 è Paolo Cognetti

Paolo Cognetti vince il Premio Strega 2017

Stravince con 208 voti Paolo Cognetti, il primo autore ad aggiudicarsi sia il Premio Strega sia il Premio Strega Giovani.

Per primi lo hanno votato 58 su 374 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni, in rappresentanza di 50 licei e istituti tecnici diffusi su tutto il territorio italiano e all’estero (Berlino, Bruxelles, Bucarest, Parigi). Ma Paolo Cognetti non si è fermato al Premio Strega Giovani.

Le otto montagne lo hanno portato in cinquina con 281 voti, insieme con Teresa Ciabatti La più amata (Mondadori) al secondo posto, con 177 voti; Wanda Marasco con La compagnia delle anime finte (Neri Pozza), al terzo con 175 voti. A seguire Alberto Rollo con Un’educazione milanese (Manni) con 160 voti e Matteo Nucci con È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie) con 158.

Ma ieri sera, con 208 voti, ha raggiunto la vetta e si è aggiudicato, stravincendo, il Premio Strega 2017 (sotto gli altri risultati). Cognetti peraltro è il primo autore che si è aggiudicato la “doppietta” Premio Strega e Premio Strega Giovani.

Classifica Premio strega 2017

CHI È PAOLO COGNETTI

Classe ’78, studente di matematica, si è diplomato alla Civica Scuola di Cinema di Milano e ha fondato la casa di produzione Cameracar insieme con Giorgio Carella. Fare ordine è il racconto con cui ha vinto il Premio Subway-Letteratura nel 2003. E alla forma racconto l’autore è rimasto legato per diversi anni pubblicando le raccolte: Manuale per ragazze di successo (minimum fax, 2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (minimum fax, 2007) e Sofia si veste sempre di nero (minimum fax, 2012) definito un “romanzo di racconti” perché le dieci storie di cui è composto hanno tutte come protagonista le turbolente vicende di Sofia dall’adolescenza alla maturità.

Le otto montagne

di Paolo Cognetti, Einaudi, p. 199, ebook

Le otto montagne, Paolo cognetti, Einaudi, Premio strega 2017

È il primo romanzo di Cognetti in senso stretto. Non era stato ancora pubblicato che la sua agenzia – la Malatesta – ne vendeva i diritti in 30 Paesi.

È una storia che parla di amicizia tra uomini (ma anche di rapporto tra padri e figli) e la montagna non è solo il teatro in cui questa amicizia accade e si realizza ma è la materia stessa di questo legame.

Non è un rapporto fondato sulle parole quello che unisce questi due uomini – che si conoscono bambini e crescono assieme – ma sulle cose che fanno e costruiscono assieme. Sulla fatica, e sul coraggio e sulla voglia di affrontare le difficoltà, cavarsela e passare oltre.

Gli uomini non sanno raccontarsi? Sono vittima degli stereotipi? Forse. Qui, però, si prova a spiegare il concetto di mascolinità, qualcosa che non significa essere machi o invincibili, ma racconta di come un uomo tenti di trovare la propria dimensione nel mondo (e anche nuovi modelli in cui riconoscersi).

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