Kramp – María José Ferrada
Autore: María José Ferrada
Traduzione di Marta Rota Núñez
Casa editrice: Edicola Ediciones
128 pagine
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Kramp – María José Ferrada

D è un Commesso viaggiatore. E inizia la sua carriera vendendo articoli di ferramenta. O meglio, inizia la sua carriera quando trova il coraggio per fare il primo passo e mettersi in cammino. Perché, se l’uomo ha messo piede sulla Luna, è possibile raggiungere una qualsiasi città con la propria valigetta e provare a vendere chiodi, martelli e seghetti marca Kramp.

Nell’istante in cui vide Neil Armstrong muovere il primo passo sula Luna, D pensò che, con determinazione e il completo giusto, tutto fosse possibile.

D classifica la vita umana in due categorie: gli avvenimenti probabili e quelli improbabili. Per esempio visitare 17 clienti è probabile, quanto la pioggia. Meno probabile è dare un passaggio a una autostoppista e ritrovarsela per moglie. Eppure è proprio ciò che accade, facendo aggiungere a D la categoria: “Avvenimenti davvero improbabili”, vale a dire un poco divini.

D andò a bersi un caffè e appuntò su un tovagliolino: ogni vita ha il suo allunaggio.

A raccontarci tutto questo piccolo strambo mondo? È M, la figlia di D che a 7 anni, dopo aver ascoltato la storia dell’allunaggio, lucida le scarpe, indossa il vestito buono e decide di diventare l’assistente di suo padre. E non c’è ma che tenga: questa ragazzina ha una capacità di insistere (e convincere) fuori dal comune. E quella con D si dimostra subito essere una società perfetta.

È una educazione un po’ strana quella di M, fatta precorrendo le strade cilene, osservando il mondo che attraversa, ascoltando le storie delle persone che incontra, frequentando bar e ferramenta e alberghi. Scrivendo poesie sui martelli e inventando congegni strambi…

Quel che voglio dire è che ognuno cerca di spiegarsi il meccanismo delle cose con ciò che ha sottomano. Io, a sette anni, avevo allungato la mia e avevo trovato il catalogo dei prodotti Kramp.

Per M contano gli oggetti. Il mondo lo tocca perché se lo tocchi esiste, non scompare – come invece succede ai desaparecidos, ai fantasmi che E, strambo compagno di viaggio, vuole fotografare e catturare. Il mondo di M, tutto il mondo, è tenuto assieme da viti. E il mondo, tutto il mondo, si può capire guardando nei cassetti di un ferramenta.

…una fotografia in bianco e nero doveva mostrare tutta la gamma dei grigi che c’erano nel mezzo. La luce faceva comparire gli oggetti o li faceva sparire.

Abbiamo bisogno di sorprese. M ti sorprende a ogni parola e ti viene subito voglia di camminarle accanto per le strade polverose del Cile. Perciò lucidatevi le scarpe e mettete il vestito buono…

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