Libri a Colacione Summer Book 28 luglio 2018

Libri a Colacione Summer Book 28 luglio 2018

Per chi è in viaggio e per chi resta in città, ecco i Libri a Colacione di Radio 105 in versione estiva! Questa settimana: L’amore all’inizio di Judith Hermann e Così fan tutti di Esther Perel.


Vuoi ascoltare la puntata? Ecco il podcast!


L’AMORE ALL’INIZIO
di Judith Hermann, traduzione di Teresa Ciuffoletti, L’orma editore, pagine 203

L’AMORE ALL’INIZIO di Judith Hermann, traduzione di Teresa Ciuffoletti, L’orma editore

Non è solo un posto tranquillo è il posto prefetto in cui abitare. Una zona residenziale, per le famiglie. Un quartiere periferico a ridosso del bosco in cui non succede mai nulla, perché tutto è come dovrebbe essere: tranquillo, accogliente. Sempre uguale a se stesso.

Stella ha trentasette anni e vive qui con la sua famiglia. Lei è una infermiera, è sposata con Jason che fa il muratore ed è spesso via per lavoro, e ha una bambina di 4 anni, Ava.

Buongiorno, dice l’uomo. Non ci conosciamo. Lei non mi conosce. Io però la conosco di vista e mi piacerebbe fare due chiacchiere con lei. Ce l’ha un po’ di tempo.

Vive in funzione degli altri, Stella. Sembra un paradosso, visto che gli altri vivono grazie alle sue cure, ma sia il marito, sia la figlia, sia gli anziani e i malati di cui si occupa, tutte queste persone paiono legittimare la sua esistenza. Esiste perché è utile, Stella.

È felice Stella? Di sicuro vive un tempo pieno: casa, famiglia, lavoro… una trama troppo fitta in cui fatica a trovare spazi per sé. E in questa rete si infila Mister Pfister che compare una mattina davanti al suo cancello di casa.

Non si dimenticherà mai che quella mattina portava un paio di jeans e una camicia grigia sgualcita e piena di schizzi d’acqua, i capelli raccolti con un fermaglio di Ava, è un po’ stanca, non ha voglia di aprire a nessuno, né tantomeno di parlare, tutte queste cose non se le dimenticherà mai.

Si infila nelle pieghe della solitudine di Stella questo sconosciuto di trent’anni o poco più che compare alla sua porta e vuole fare quattro chiacchiere. Proprio così. Vuole parlare. È uno sconosciuto che reclama qualcosa che di solito pretendono le persone che amiamo: attenzione e il nostro tempo (soprattutto quello che non possediamo).

Sembrava anche un po’ sciatto, solo un accenno, una punta di sciatteria. Sembrava una persona completamente libera, e che c’è di così inquietante?, dice Stella ad alta voce, esce dalla stanza, apre la porta d’ingresso e va in giardino, come se volesse riappropriarsi del diritto di uscire.

Mister Pfister in realtà è uno stalker. Ma non pensate a una storia di lotte, denunce e vessazioni. Il pericolo stavolta non viene dall’esterno e non se ne va quando smette di bussare alla porta. Il pericolo siamo noi e le nostre infelicità. Sono i vuoti che vorremmo colmare. Gli spazi che non ce la sentiamo di percorrere, le distanze che vorremmo coprire. E in quel desiderio si misura la nostra infelicità.

COSÌ FAN TUTTI
di Esther Perel, traduzione di Rosa Prencipe, Solferino, pagine 407, anche in ebook

COSÌ FAN TUTTI di Esther Perel, traduzione di Rosa Prencipe, Solferino

Riguarda molte persone e non tocca solo le parti in causa ma si ripercuote su una intera rete sociale. Succede sia nei matrimoni che funzionano sia in quelli che non funzionano, trova spazio anche nelle relazioni aperte (quelle in cui, teoricamente, sarebbe parte dell’accordo). Capita anche nei Paesi in cui è punito con la morte (sono nove!). E non ha cessato di esistere neppure da quando divorziare e lasciarsi sono divenute due libertà…

Parliamo del tradimento che era ed è un argomento tabù. Basta analizzare il linguaggio dell’adulterio: “traditori”, “bugiardi”, “infedeli”… sguazziamo nella semantica delle malefatte e tutte queste parole che usiamo per bollare i traditori, oltre a regalarci un senso, riflettono un giudizio implicito. Perciò trattare il tema in modo equilibrato è difficile perché anche le parole sono “schierate”.

Ci siamo aperti alla sessualità fino a quasi traboccarne, ma quando si parla di infedeltà perfino i più liberali possono mostrarsi intransigenti. E la nostra insistente disapprovazione contribuisce a celare la forza del fenomeno, nascondendo quanto in realtà sia diffuso.

Quando si parla di tradimento si finisce sempre e solo  per condannarlo o giustificarlo. Quello che si dovrebbe fare? Un tentativo per capirla l’infedeltà. Perché limitarsi alla critica – feroce – non ci aiuta di certo a inquadrarlo il fenomeno. E inquadrarlo non equivale di certo a giustificarlo: comprendere e giustificare sono due operazioni diverse.

Esplorerò le diverse sfaccettature dell’essere traditi quanto il brivido e la scoperta di sé connaturati alla trasgressione.

L’autrice si concentra sul significato del tradimento e sulle motivazioni di fondo che ci spingono a compierlo. Si concentra su quello che non si dice mai: cioè tutto quello che possiamo imparare dall’infedeltà, perché ci fornisce preziose indicazioni sulla nostra relazione e di come possiamo trasformarla.

Sì, le “scappatelle” ci dicono moltissimo dei nostri rapporti di coppia e, soprattutto, di come li viviamo: “Cosa ci aspettiamo, cosa pensiamo di volere e cosa riteniamo sia nostro diritto avere”. L’infedeltà ci permette di inquadrare il matrimonio come istituzione.

Quindi se cercate di capirci qualcosa, se non cercate una semplice assoluzione ma, unicamente, un approccio al tema più umano ed efficace, leggetelo!

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