Nella setta – Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni
Autore: Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni
Casa editrice: Fandango
146 pagine
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Nella setta – Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni

Siamo tutti fragili, ogni tanto. Soli, un po’ impauriti, a caccia di risposte. E quando siamo deboli cerchiamo ascolto, comprensione. Amore. Se li riceviamo, rischiamo da un lato di non essere lucidi, dall’altro di dipendere persone che ci danno questo affetto e ci accolgono in questo abbraccio.

Le sette in passato sono spesso balzate agli onori della cronaca. Storie di massacri, di vittime silenziose, di una follia difficile da comprendere. Le sette paiono una notizia datata, oggi… e questo è un bel guaio perché si rischia di pensare che si tratti di un problema superato.

E invece, oggi, per molte persone – persone “normali” – il caldo abbraccio della comprensione e dell’ascolto è rappresentato proprio da una setta.

Quattro milioni di italiani ogni mattina si alzano, e hanno in segreto: sono membri di una organizzazione settaria.

Alcune di queste sette forse le conoscete molto bene, Scientology per esempio, altre sono ben più anonime ma esistono. E chi vi appartiene alle volte è consapevole delle proprie scelte e libero di compierle, in altri casi ahimè non ha alcuna facoltà di decidere della propria vita, subisce torture, lavaggi del cervello… viene ridotto in sudditanza, sfruttato economicamente o lavorativamente.

Il guaio? Esiste uno spaventoso vuoto normativo e non si discrimina infatti tra l’adesione a un culto e la manipolazione mentale. E allo stesso tempo, a parte qualche volenterosa associazione, non esiste un aiuto psicologico e psichiatrico riservato a chi esce da una setta.

Senza contare che le stesse vittime – per ignoranza e mancanza di informazioni – sono spesso accusate di colpe che non dipendono da loro. Ecco perché conoscere è sempre l’arma più efficace per difendersi.

Leggendo questo libro potrete avere una idea molto precisa del fenomeno e sentirlo raccontare dalla voce di chi da queste sette è fuggito, da chi è riuscito a sopravvivere.

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3 Commenti

  • Giovanni Zurloni Reply

    2 Gennaio 2019 at 17:11

    Esprimo il mio disappunto al riguardo del libro che avete recensito. Si sparano numeri a raffica e in modo insensato. Si parla di quattro milioni di italiani nella rete delle ‘sette’. La cosa che fa meraviglia è che o ci sono milioni e milioni di italiani di ogni classe sociale ritenuti incapaci di intendere e volere (il che mi risulta vagamente inverosimile) oppure si sta parlando a vanvera. Non mi pare che un numero così elevato di persone possa essere considerato con leggerezza come mentalmente debole. La verità è che si sta supportando una campagna discriminatoria e antireligiosa, messa in piedi con l’unica ‘missione’ di ‘colmare il vuoto normativo’ e cioè reintrodurre la legge fascista sul plagio che venne abolita nel 1981 a seguito di grandi lotte portate avanti da forze riformiste e libertarie. Invito a farci un pensierino al riguardo.

  • Anita Bonisoli Reply

    9 Gennaio 2019 at 18:38

    L’allarmismo creato da questo libro serve solo a far pressione politica per far passare una legge sulla manipolazione mentale e per questo ambìto obiettivo si stanno muovendo associazioni anti setta, alcuni rappresentanti del mondo cattolico, alcuni giornalisti e alcuni uomini politici. Argomentazioni generiche, terroristiche.
    Mi auguro che a parte i fanatici che portano avanti questa inaccettabile campagna illiberale, vi siano altre persone, la maggioranza, dotate di raziocinio e a conoscenza di quei principi democratici fondamentali che ci distinguono dai paesi del Terzo Mondo o dalle civiltà Medioevali.

  • Chiara Beretta Mazzotta Reply

    16 Gennaio 2019 at 0:58

    Giovanni, Anita, io invece esprimo disappunto per chi usa mail finte, nomi finti e scrive commenti simili… ma non sa che noi vediamo i vostri indirizzi ip. E se è lo stesso, siete la stessa persona. Quindi, il problema non sono i libri che non ti (visto che sei uno/a) piacciono, ma sono le bugie che adoperi per sostenere una tesi.
    Complimentoni, bell’esempio di comunicazione limpida.

    Applausi

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