Il bar delle grandi speranze

Il bar delle grandi speranzeSpazio alle vostre recensioni (e se ne avete una nel cassetto, basta mandarmela via mail)! E per gli Scelti da voi, grazie infinite a Michele Aresi.

J. R. – un nome che lo perseguiterà per anni – trascorre l’infanzia con la madre e i nonni in una casa povera, di denaro e sentimenti. La mancanza di una figura paterna fa crescere J. R. con l’ossessione di dover diventare un brav’uomo, un vero uomo. Vuole e deve essere diverso dal padre e dal nonno per potersi prendere cura della madre che, talvolta molto provata psicologicamente, deve arrabattarsi per sbarcare il lunario.
Il nostro protagonista sviluppa sin da subito l’esigenza di stare con gli uomini, per compensare la mancanza del padre, e cosi alla prima occasione si tuffa nel bar Publicans: un “paradiso”! Tanti uomini con tante storie da raccontare e tante avventure da ascoltare.
Per anni J.R. assorbe tutto quello che il bar ha da offrirgli. È un luogo unico, dove la gente non chiacchiera col pretesto di bere ma beve col pretesto di chiacchierare, di condividere esperienze, di farsi compagnia.
Col tempo, però, J.R. finisce con lo sviluppare una vera e propria dipendenza dal Publicans, rifugiandocisi nei giorni difficili della sua vita, nei giorni fallimentari. Il bar è sempre lì, pronto ad accoglierlo quando il mondo “fuori” lo rifiuta.
J.R. si rende conto che è così per tutti, che la gente finisce con l’accontentarsi delle ore passate al pub, arrendendosi ai loro problemi e alla vita, ma non ha la forza per reagire fino a quando, un giorno, svolterà.
Oltre al soggetto ricorrente del pub ci sono tante bellissime storie: il suo periodo di studi a Yale, il grande amore per Daisy, l’avventura al New Work Times. I dialoghi la fanno da padrone e i personaggi sono descritti talmente bene che vi sembrerà di conoscerli, vi affezionerete alla compagnia del bar e tiferete per J.R.
Il tema della disillusione è molto forte ma anche quello della tenacia, della perseveranza, e dell’esempio di una madre che, in fin dei conti, è il vero esempio di “uomo” da seguire.
Come tanti, ho comprato Il bar delle grandi speranze dopo aver letto il bellissimo Open di Andrè Agassi, scritto insieme con Moehringer appunto. Anche questo è un gran libro: leggero e coinvolgente, ti lascia qualcosa dentro.

Il bar delle grandi speranze, J.R. Moehringer, traduzione di Annalisa Carena, Piemme, p. 486 (13 euro) anche in ebook

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1 Commento

  • Anonimo Reply

    23 maggio 2013 at 20:27

    Sì, ė proprio così; ti lascia qualcosa dentro. Ho letto questo libro qualche anno fa e ancora oggi sento che questa lettura in particolare mi ha arricchito.

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