L’invasione degli ultraebook (e altri sfaceli)

Te ne stai lì, tranquilla, quando decidi di dare uno sguardo ad Affari Italiani, la sezione dedicata ai libri. Ed eccolo: Chiuso per Kindle.

Titolo curioso ma non cogli il senso. E allora leggi: “Insidiato dai negozi online e dai supermercati, minacciato dall’e-book e dalla crisi, il libraio resiste come un soldato che credechiuso per KIndle molto, moltissimo, nella sua missione”.

Minacciato da cosa? Dagli ebook?! Facciamo un gioco. Provate a chiedere in giro: “Quanti di voi leggono ebook?”

Le repliche: “La carta è meglio; ma vuoi mettere l’odore, il piacere di toccare le pagine? Che orrore quando non ci saranno più libri…”
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Sono risposte tipiche di chi, non avendo provato, teme e sta sulla difensiva. Forse si immagina i possessori di ebook imbracciare lanciafiamme e incenerire tomi e biblioteche.

Chiedete in giro anche come si leggono gli ebook, come si comprano, come si scaricano. Scoprirete che la popolazione in possesso di iPad, iPhone, Android eccetera ignora che basta una app per leggere gli ebook. Molti credono di dover comperare il reader. Serve dirlo, ve lo garantisco, così che la gente familiarizzi, giudichi con i propri occhi. Sapere è imprescindibile per fare delle scelte (di campo) e capire che no, non sono affatto necessarie.

E quando vi dicono che gli occhi si stancano a leggere sui quei cosi e loro ci stanno già tutto il giorno davanti al pc, provate a fare i pignoli schermo_einkspiegando che i vari Kindle, Kobo e compagnia utilizzano la tecnologia e-ink che emula l’inchiostro, per cui sì, si legge che è un piacere (con la luce, il buio, i riflessi, le aurore boreali e pure i lampi gamma).
Guai a impelagarsi con i cavilli! Tipo segnalare che il lettore può “sottolineare” le frasi che preferisce, scoprire cosa hanno evidenziato altri utenti, condividere le citazioni, fare le “orecchie” virtuali alle pagine, mettere segnalibri…

In Italia gli ebook sono snobbati più dei libri di carta: 96 cristiani su 100 non leggono e quei miseri 4 il digitale e gli audiolibri li ignorano.  Da noi l’ebook minaccia solo i poveretti che li producono, perché non ci guadagnano un copeco!
Tutto questo perché gli editori – a eccezione di quelli digitali che però non hanno grandi mezzi per comunicare – non ci tengono troppo a spigare questo mefistofelico supporto (a parte chi produce reader, ovvio).
ebooks-420x0Ogni occasione è invece buona per fare terrorismo e alimentare la fantomatica guerra tra digitale e cartaceo. Come se l’ebook fosse un virus in grado di crashare il sistema. E, se non bastasse, vi sentirete dire che gli ebook non sono un affare perché non vendono, l’editore non ci guadagna perché l’autore prende il 25 per cento, e tocca tenerli cari per colpa dell’iva (è al 22 sì, mentre quella dei cartacei è al 4, ma gli ebook non vanno né stampati, né distribuiti; dettagli, ovvio).

“Chiuso per Kindle (in uscita per Bompiani) è un viaggio nella vita quotidiana di una libreria, un’irresistibile galleria di clienti raccontata da chi lavora dietro la cassa, la cronaca senza omissioni delle cattive abitudini dell’editoria nell’era del bestseller a tutti i costi. Ma è anche, e soprattutto, un atto d’orgoglio nei confronti di un mestiere insostituibile, che nessun tablet potrà sconfiggere.” Eccolo il terrorismo. Ce le vedo le navi Tablet che si piazzano sopra le librerie dello Stato Vaticano, Milano, Palermo… ed eccoli gli ultraebook pronti a colonizzare il mercato!

Ma, signori, (anche) un tablet vi salverà, forse. Se non sarete così idioti da limitare e ghettizzare i canali di fruizione e gambizzare chi non ha preconcetti (un ebook a 10/15 euro, scherziamo?!). Magari potreste ingegnarvi per venderli pure voi in libreria ’sti benedetti ebook. Facendo nuovi inaspettati proseliti.Kindle Kids 1
Prendete un ragazzino che massacra i suoi pollici opponibili con le app e nei social. Mettetegli a disposizione un bell’ebook. Un dottor Prottor, un Harry Potter, un Hunger games… potrebbe pure succedere che gli piaccia leggere e che farlo su tablet gli paia figo (maddai?!). Perché in quel modo può condividere i suoi gusti, le cover, spammare le citazioni in ogni dove e farsi bello con le tipe (cit.). EreadersEurope_m_1012E magari il nostro eroe guarderà con meno orrore pure i libri di carta.
Allo stesso modo pensate a un adulto che viaggia, legge sui mezzi, non ha spazio in casa e ha pochi soldi: anche gli ebook raccontano storie (non fanno crescere peli, né rendono ciechi). Scoprirlo potrebbe essere una piacevole rivelazione.

Un lettore consapevole non vi dirà mai che un formato esclude l’altro. Bici, scooter, moto, auto, treno, aereo servono per spostarsi, no? Ognuno sceglie secondo contingenza, bisogni e inclinazioni personali, umore del momento, soldi… nessuna guerra, signori.

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21 Commenti

  • vittoriot75ge Reply

    2 aprile 2014 at 9:52

    Io leggo solo digitale da parecchio tempo ormai.

  • polimena Reply

    2 aprile 2014 at 10:03

    Chiara, sono un’utilizzatrice dell’ebook (quasi) della prima ora e lo consiglio appassionatamente a molti, soprattutto a chi viaggia in metro, chi deve partire per una vacanza, chi non ha spazio in casa, a chi ama leggere di notte mentre il compagno/a dorme.
    Eppure, eppure sono in un momento di rigetto.
    In un ebook apprezzi con difficoltà il tipo di font, lo spessore della carta. Le copertine dei libri quasi non esistono o passano inosservate, non so percepire con chiarezza a che punto del libro sono arrivata. Non lo possiedo fisicamente, spesso non lo compro, non vado in libreria, non ho il rapporto con il libraio di fiducia (ma ormai ai consigli di lettura ci pensi tu ).
    Quindi forse il libraio non ha torto, da quando ho l’ebook reader io la libreria la frequento meno e sicuramente, i molti euro che ci spendevo, li spendo altrove, spesso online.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      2 aprile 2014 at 10:26

      Eccolo il punto! Perché un librario non consiglia e vende ebook? E purei i reader?
      Se ho delle domande, non dovrei farle proprio al mio libraio di fiducia? Perché devo comperare il lettore in uno store impersonale, parlando con qualcuno che no, non legge e quindi no, non sa.
      La libreria Open, a Milano, vende gli ebook. Ha personale specializzato pure nelle app. Questo è stare al passo con i tempi!

      • polimena Reply

        2 aprile 2014 at 10:59

        Scusami ma per me, grande lettrice, sarebbe scomodissimo andare ad una libreria a comprarmi un ebook. Tanto meglio farlo online. Insomma, l’acquisto in libreria sarebbe occasionale e residuale rispetto all’acquisto online.

        • Chiara Beretta Mazzotta Reply

          2 aprile 2014 at 11:19

          Però hai detto che ti manca 😉 E io, ottimista, sottolineavo che puoi andarci pure per un ebook!
          E poi, diciamolo, a parte piccole perle, nelle librerie di catena i commessi (non i librai) i consigli non te li danno comunque!

          • impossiball

            2 aprile 2014 at 11:37

            Non so voi ma io mi fido del libraio esattamente come dell’oste quando gli chiedi se il vino è buono. Preferisco i consigli di gente che conosco e di cui mi fido (che siano blogger o semplici lettori)

          • Chiara Beretta Mazzotta

            2 aprile 2014 at 11:43

            Alcuni librai sono speciali. E li riconosci da quello che ti sconsigliano.
            Ma sono pochini… capisco però che sia un mestiere impossibile e a farlo bene non ci si guadagni granché (e non parlo di soldi).

          • impossiball

            2 aprile 2014 at 11:45

            Gli unici librai di cui mi fido sono dei blogger, guardacaso 😀
            Per fidarti di un libraio in carne ed ossa devi avere la fortuna di avercelo ad un tiro di schioppo da casa, o comunque in una libreria dove passi spesso. E non è il mio caso (infatti, a parte rare eccezioni, compro sempre online)

          • polimena

            2 aprile 2014 at 11:43

            Vero vero vero.

  • impossiball Reply

    2 aprile 2014 at 10:26

    Continuo a leggere camionate di articoli sulla guerra tra ebook e cartaceo, sulle sventure in arrivo per librai, editori, stampatori & co., e in parallelo sulle meraviglie che aspettano i slef publishers.
    Nessuno MAI che tira in ballo una cosa che secondo me è fondamentale (e che essendo già successa nel mondo della musica, succederà para para coi libri): il pirateria.
    Nel momento in cui un ebook costa 10/15 euro, a meno che non sia pubblicato da una piccola casa editrice, ci sono ottime possibilità che trovo da scaricarlo gratis. Esattamente come Napster e i suoi discepoli hanno ammazzato il mercato discografico, gli ebook faranno carne di porco di quello letterario. In campo musicale, poi, è successa una cosa che pochi avrebbero previsto: lo streaming offerto da servizi come Spotify ha dato il colpo di grazia, da un lato rendendo inutile persino il download, dall’altro legalizzando l’ascolto di musica senza acquisto del cd o degli mp3, a fronte di pagamenti all’artista nell’ordine di 1000 euro a fronte di un milione di ascolti (se non ci credete, cercate qualche articolo in giro). E dato che già leggo di servizi analoghi in abbonamento pronti per essere messi a disposizione (un servizio che, analogamente al mondo musicale, sarà ottimo per il lettore ma tremendo per scrittori e case editrici), l’idea che mi sono fatto è che lo zoccolo duro di lettori forti continuerà a leggere (ebook o cartaceo che sia) ma il lettore occassionale smetterà non tanto di leggere quanto di comprare.

    Questo post è stato scritto da una persona con un libro cartaceo sul comodino e un ebook nel cellulare scaricato gratis tramite torrent.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      2 aprile 2014 at 10:30

      Altro che digitale, la parola magica per fare terrorismo è pirateria. Hai ragione.
      Dalla musica, dal mercato discografico, da Napster no non hanno imparato nulla gli editori.
      E saranno dolori se non si daranno da fare.
      In rete adesso si trovano già un mucchio di pdf, ebook pochi perché ne girano pochi, ma non durerà.
      Il lettore occasionale, che al momento è diventato un non lettore, non riprenderà più a comperare. Già.

      • impossiball Reply

        2 aprile 2014 at 10:40

        Quello che ho visto nel mondo musicale è che finchè c’era da scaricare il disco, lo zoccoloduro di appassionati continuava a comprarsi i cd per questioni di affetto, praticità, ecc. Per dire, io da tempo ho quasi smesso di comprare dischi delle band famose e danarose, mentre spendo e spando per le piccole che con queste cose ci campano.
        Ora che c’è Spotify, anche questo zoccolo duro è stato parecchio eroso, con 10 dollari al mese hai a disposizione TUTTO sul tuo smartphone. Vendere dischi è diventato praticamente impossibile, e la stessa cosa – anche se, credo, in misura minore – succederà coi libri.

  • tonino75 Reply

    2 aprile 2014 at 10:53

    Chiara concordo in pieno con quanto hai scritto. Sono stato alla libreria Open di Milano e sembra di essere in un altro pianeta, non tanto per la disponibilità di titoli, tutte le grandi librerie ne hanno sensibilmente di più esposti, quanto per la loro capacità di essere al passo con i tempi, hai una bacheca dove puoi vedere tutta una serie di titoli ebook disponibili con la trama e recensione. Guarda caso è una delle librerie più piene di gente a ogni ora del giorno, forse perché hanno un bar fornito all’interno 😉 ma forse anche perché non ha il solito concept orami sorpassato… Quanto al costo degli ebook anche qui hai ragione, io non comprerò mai un ebook che costa SOLO il 30% in meno di un cartaceo, è una strategia demenziale quella degli editori, perché così facendo non “indirizzano” i clienti verso il cartaceo, ma piuttosto vendono meno libri, cartacei o ebook che siano.

  • sandra Reply

    2 aprile 2014 at 12:00

    La libreria open è nelle lista delle cose da fare quando verranno tempi meno terrificanti per la sottoscritta, anche se ho 2 librerie non di catena di gran fiducia dove mi trovo molto bene. Non leggo digitale, lo sai, ma non escludo che potrei farlo in futuro, e soprattutto non capisco queste guerre che purtroppo mi ricordano quelle tra editore e distributore, quelle tra autore e editore, tra editore e libraio, tutti a darsi colpe, a scaricare problemi, invece di fare fronte compatto per cambiare le cose. I lettori rimangono a bordo campo sempre più stanchi. Un bacione

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      2 aprile 2014 at 13:23

      Quando vai, fai un fischio!
      Ecco, vedi, il tuo atteggiamento è normale. Nessuna guerra. Di quelle ne abbiamo pure troppe.
      Bacio!

  • libri + crowdfunding = bookabook | BookBlister Reply

    2 aprile 2014 at 23:58

    […] bene? Dipende. Per prima cosa tocca partire da zero e comunicare l’ebook. Vedersela con il solito terrorismo – il digitale annienterà la carta! – e spiegare tutto partendo dai fondamentali. Cosa è un […]

  • Tale's Teller Reply

    7 aprile 2014 at 21:17

    Leggo su carta, sperimento in digitale.

    Perché se non conosco un autore è più rapido e comodo scoprirne un pezzetto attraverso un e-book e poi decidere se approfondire o meno l’esperienza. Così, se mi trovo tra le mani una boiata, non mi sento in colpa per i poveri alberelli sacrificati per stamparla.

    Se una cosa mi piace davvero, poi, me ne procuro una copia su carta… un po’ come succede per i prestiti della biblioteca.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      7 aprile 2014 at 23:29

      Ecco un essere umano alle prese con le possibilità della vita. (Spiegavo, Tales, ai sostenitori del complotto digitale che no, non sei stato posseduto dal demonio né rapito dagli alieni.)

      • Tale's Teller Reply

        7 aprile 2014 at 23:32

        Confermo.
        Gli alieni hanno tentato di vendermi una multiproprietà, ma ho declinato. Per quanto riguarda il demonio… sono cose nostre e, credetemi, è meglio che non sappiate.

  • Libri + crowdfunding = bookAbook - BookBlister Reply

    15 novembre 2016 at 11:51

    […] prima cosa tocca partire da zero e comunicare l’ebook. Vedersela con il solito terrorismo – il digitale annienterà la carta! – e spiegare tutto partendo dai fondamentali. Cosa è un […]

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