Antieroe moderno: lo stronzo

Per il dizionario si tratta di “persona inetta e incapace, o che comunque si comporta in modo criticabile” ecco un identikit dello stronzo quotidiano. 

Trattasi di un soggetto di età compresa tra i 16 e 99 anni (prima è incoscienza, oltre demenza) che immette nell’etere perfidia manco fosse anidride carbonica. L’ironia qui c’entra come la granita con la lava. Perché se sei acido e hai senso dell’umorismo, il commento al vetriolo funziona. Se non fai ridere, sei solo uno stronzo.

Lo stronzo non è divertente. Si prende troppo sul serio per esserlo, e si prende sul serio perché qualcuno, accidenti!, dovrà pur farlo. Ha, di conseguenza, problemucci con l’ego: ne ha uno tapino. Per innalzare il livello di autostima si concentra solo su ciò che può confermare le proprie teorie. Granitiche, certo, perché lo stronzo se ne sta chiuso in uno stanzino a sbirciare il mondo dal buco della serratura. Gli eroi quotidiani, fuori, hanno il buon gusto di dubitare.

Direttamente proporzionale alla stronzaggine è la sua boria. Lo stronzo blatera con fare saputello. Sa tutto, lo sa meglio, però non te lo insegna ché tu sei scemo. Non coinvolge, non divulga. Non appassiona. Non investe un solo neurone per te, lui pensa a sé e ti fa pesare la tua ignoranza. È certo di essere un profondo conoscitore dell’umana specie, una specie fallibile tranne rare eccezioni, perché tutti sbagliato eccetto lui. Lo stronzo è fissato con le regoline: bon ton, la grammatica, il gusto… qualsiasi arma utile per far sentire gli altri in difetto e palesare la sua incomparabile perfezione. Annoia tutti e disturba molti: chi lo venera è sterco al cubo o teme ritorsioni.

Lo stronzo non ama gli animali. Questo dice, credendo di essere originale. In realtà sono gli animali che lo schifano.

Difficile dire se con l’evoluzione e l’accrescimento demografico gli stronzi siano aumentati, di certo è cresciuta esponenzialmente la possibilità di intercettarli. Colpa della rete: oggi lo stronzo è tutto intorno a te. La stronzitudine ( = moltitudine di stronzi) con cui tocca interagire oggi è insomma uno scotto dell’innovazione.

Mai discutere con uno stronzo perché, mentre tu sei sulla Terra per goderti l’avventura, lui ci sta per mandare tutto a puttane. È un problema di appagamento. Dividete la popolazione tra creativi e parassiti: i primi cercano di stare bene, si ingegnano per riuscirci, fanno progetti, coinvolgono persone, rischiano, sbagliano, amano, soffrono da bestia… esistono, insomma, e sperimentano talvolta picchi di felicità (e perciò continuano a creare, nella speranza di reiterare il piacere). I secondi, inetti, non sanno cosa desiderare e neppure come ottenerlo, svolgono un lavoro che non gli garba e se gli garba lo fanno in modo mediocre; sono soli perché malevoli e aridi; lamentosi a oltranza, geneticamente disfattisti, credono che l’antipatia sia una qualità rara. I parassiti non vivono, soffrono. E siccome soffrire è una gran rottura di palle, cercano di distrarsi facendo altro. Uno stronzo ha insomma un ottimo motivo per fracassarti le gonadi e ci si mette d’impegno.

Incupirsi per il livore biforcuto o, peggio, tentare una replica è uno sperpero di vita inammissibile. È solo questione di prospettiva, lo stronzo è uno scontento cronico cui nessuno chiede mai: come stai, come va? Desiderando di conoscere per davvero la risposta.

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17 Commenti

  • Holden Reply

    16 settembre 2014 at 17:52

    Decisamente devi leggere “Stronzology” di Amleto de Silva. 😀

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      16 settembre 2014 at 17:53

      Decisamente! Sento il bisogno di teorie certe a riguardo. 😉 Questo è solo un doloroso parere personale. Ahahahaha

      • Holden Reply

        16 settembre 2014 at 17:54

        A occhio, direi che siete sulla stessa lunghezza d’onda. 🙂

  • Ludmhyfe Reply

    16 settembre 2014 at 17:55

    in pratica la descrizione dei due blogger più simpatici del mondo, un blogger e una blogger, che spargono solo veleno?

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      16 settembre 2014 at 17:59

      Be’ se il blogger fa ridere, spargendo veleno, no. Sai come si dice, per amor d’una battuta…

  • Ludmhyfe Reply

    16 settembre 2014 at 18:02

    Infatti quei due non fanni ridere nemmeno un po’ ridono tra di loro per senirsi meno soli e per convincersi di servire a qualcosa.

  • trevi_2013@libero.it Reply

    16 settembre 2014 at 18:21

    Ma stai pensando a qualcuno in particolare? Sprizzi livore da tutti i pori. Chiedo scusa per il tu, ma ormai sei di casa. Patrizia Trevisan

  • polimena Reply

    16 settembre 2014 at 19:11

    Post davvero arrabbiato!

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      16 settembre 2014 at 19:20

      Uno studio approfondito di un certo personaggio 😉 Ma la cura anti-antieroe, no, quella non la conosco! Bacio, Polimena!

  • sandraellery Reply

    16 settembre 2014 at 20:41

    Oddio il mio ex capetto è tra noi 😀 o uno che gli somiglia di brutto. Tutta la felicità nella parola ex! Vorrei dirti di non prendertela, ma so quanto sia dura, comunque ottima analisi e gran solidarietà.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      16 settembre 2014 at 21:35

      Ma come faccio a lamentarmi, io? Mi guardo intorno è la moltitudine è ben diversa 😉
      Evviva gli ex!

  • Monica Reply

    16 settembre 2014 at 21:49

    Che dire? Hai già detto tutto tu! Peccato che ci sia in giro qualcuno che non è ancora ex.

  • Aldo Costa Reply

    16 settembre 2014 at 22:02

    il mio ego stronzo è differente

  • glaurito Reply

    18 settembre 2014 at 19:37

    Però lo stronzo tira. E’ uno di quegli argomenti su cui ognuno si sente di dire la sua e sentire quella degli altri, come sul tempo o sui politici. Sarà che tutti ne conosciamo diversi. O che in fondo siamo tutti un po’ stronzi. Pure io che ho fatto questo commento 😉

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      19 settembre 2014 at 9:11

      Be’ con una chiusa così, stronzo no, non puoi esserlo! Grazie, era iniziato male il venerdì, dopo questa risata va tutto molto meglio 😉
      (Lo stronzo-sfogo è terapeutico, tutto qui, e l’analista costa un botto!)

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