Vittorio Lingiardi

Vittorio Lingiardi – Alterazioni del ritmo

Vittorio Lingiardi per “DiVersi, solo le cose inutili sono poetiche” di Elisabetta Bucciarelli che oggi ci domanda: e tu che paesaggio sei?

Vittorio Lingiardi - Alterazioni del ritmo
Autore: Vittorio Lingiardi
Casa editrice: Nottetempo
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Soavemente lappone
poi duramente egea
non era il mimetismo
ma il viso del paesaggio
che ti faceva dea.

E tu che paesaggio sei? Con gli occhi che la sorte il destino i geni i tuoi genitori Dio e gli Angeli ti hanno regalato. Che paesaggio ci racconti? Da piccola da giovane cresciuta adulta vecchia, adesso. Che retroguardie, che avamposti?

Siamo una mescolanza di segni tratteggi sfumature colori. Un neonato che cresce secondo leggi imprevedibili. Biondo nero rosso bianco. La sua faccia che racconta. Sei un po’ cinese, un po’ orientale. Sei slava, sembri tedesca. Spagnola sì spagnola. Capelli afro, pelle svedese.

Il viso del nostro paesaggio (il paesaggio del nostro viso) ci rende divinità. Ma siamo esseri liberi. Deturpiamolo, antropizziamolo, travisiamolo, concimiamolo, tiriamolo di qua e di là. Racconteremo ancora, sempre, altri paesaggi. Alieni, stranianti, surreali. Gotici (alcuni).

Depressioni, crolli, cadute, fiumi, laghi provvisori, felci, colline e valli. C’è tutto. Mandorle e ogive, cerchi e ali di gabbiano (che andavano di moda, con buona pace di chi le ha tatuate per sempre). Mescolanze, globalizzazioni e ibridazioni.

Mi ricordo alcuni volti per le loro geografie. Le fossette agli angoli delle labbra o sul mento, le rughe ai bordi degli occhi. Due orizzontali e parallele sulla fronte. (Le ho amate, quelle due).

Ogni volta che incontro un essere umano lo osservo a partire da questi dettagli. Ho in mente la circonferenza delle narici di almeno tre persone. Di un’altra l’asimmetria degli occhi e le labbra sottilissime. Non guardo quanto vecchia diventi una creatura, ma se il suo paesaggio resta bellezza, armonia, contrasto. Sia primavera estate o autunno o inverno.

Quasi sempre è così, tranne i casi in cui il bisturi si è permesso di costruire una Tav una diga un ponte sullo stretto una montagnola artificiale.

Un ciliegio in fiore in mezzo alla neve. Guardo la neve. Poi il ciliegio. Manca il paesaggio. Fa niente.

Grazie al poeta Lingiardi per avermi ricordato di osservare le facce sempre e con attenzione, come fossero paesaggi.

Comprato a Book Pride, Alterazioni del ritmo è stato editato da Nottetempo.

Un’altra poesia tra le mie preferite è questa

Giuro che non sapevo
la forza dello stelo.
D’esser vicino al cielo
mentre lo raccoglievo.

Vittorio Lingiardi non è solo un poeta ma anche uno psichiatra e psicoanalista. Insieme alle Alterazioni del ritmo, ci sarebbe da leggere La confusione è precisa in amore, pubblicato da Nottetempo nel 2012. Rapporto qualità prezzo eccezionale, li rileggerete entrambi a lungo.

Elisabetta Bucciarelli46 Posts

Elisabetta Bucciarelli è nata a Milano, città dove vive e lavora con la scrittura. Ha firmato saggi, sceneggiature, pièce teatrali e romanzi. Ha cominciato a pubblicare racconti a vent’anni, su riviste, quotidiani e antologie, per poi firmare il ciclo di romanzi dell’ispettrice Vergani (Mursia, Kowalski/Feltrinelli, E/O) con cui vince il prestigioso premio Giorgio Scerbanenco per il migliore noir italiano. Sceglie di partecipare a progetti editoriali di avanguardia, all’interno dei quali nascono il romanzo di ecomafia Corpi di scarto (Verdenero, 2011) premio Lucia Prioreschi/il Tirreno, l’audiodramma L’etica del parcheggio abusivo (Autorevole Fonderia Mercury e poi pubblicato da Feltrinelli 2013 e in traccia audio per Salani) e La resistenza del maschio (Viceversa di NNE) ristampato a due mesi dall’uscita. Scrive testi d’arte e collabora con testate giornalistiche italiane e straniere. Conduce laboratori di scrittura espressiva e sensoriale e si occupa di formazione. Il suo ultimo romanzo si intitola "Chi ha bisogno di te", Skira editore.

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